Il Tirreno

Federico morto per un sorpasso

Federico morto per un sorpasso

Il furgone ha invaso la sua corsia di marcia. Il guidatore, negativo all’alcotest, ha detto di non aver visto lo scooter

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MONTIGNOSO. Non ha visto lo scooter arrivare forse coperto dal mezzo che stava per sorpassare e quando ha cominciato la manovra, allargandosi un poco sull’altra corsia, ha sentito un colpo fortissimo. Era lo scooter con a bordo Federico Vietina. Il sedicenne è stato sbalzato sulla scarpata della ferrovia: senza vita, è morto sul colpo. Lo scooter è invece rimasto incastrato sotto il furgone Ducato che lo ha trascinato per un centinaio di metri prima di fermarsi sulla destra della carreggiata dell’Aurelia in direzione Massa.

E’ questa, in sintesi, la versione dei fatti che, pur sotto choc, avrebbe fornito l’artigiano, residente a Massa, che guidava il furgone Ducato che ha travolto il sedicenne Federico Vietina di Montignoso.

L’uomo è stato sottoposto, come è procedura, anche all’alcoltest che è risultato negativo: era perfettamente sobrio alla guida. Ma non ha visto lo scooter arrivare sul lungo rettilineo buio che costeggia la nuova zona artigianale sull’Aurelia: lo scontro mortale, verso le 18 di sabato all’altezza di via Piedimonte.

L’inchiesta guidata dal magistrato Vito Bertoni è tuttaltro che chiusa: ieri mattini il medico legale Maurizio Ratti ha eseguito l’esame esterno del corpo di Federico, passo necessario per avere il nullosta - stamani probabilmente - alle esequie. Il magistrato dovrà esaminare i rapporti tecnici eseguiti dalla polizia municipale.

Una notte e una giornata di dolore. Federico Vietina aveva solo 16 anni, ma tanti tanti amici. Abitava con mamma e babbo in via Lago alla Renella e frequentava il liceo Meucci.

Ieri all’obitorio un pellegrinaggio continuo, lo stringersi accanto ai familiari (entrambi i genitori sono stati colti da malore) e con i ragazzi che si abbracciavano a loro volta, per farsi forza, ancora increduli di quanto era accaduto.

Sul luogo dell’incidente, proprio sulla scarpata lungo la ferrovia, gli amici hanno innalzato uno striscione e messo dei fiori bianchi. «Ciao Fe’», sta scritto: semplice, toccante, che dice tutto. Che non è un addio nè un arrivederci, è un sempre presente, racchiude una promessa: non ti dimenticheremo Federico, resterai per sempre nei nostri cuori.

Ed è questo che anche su Facebook gli amici continuano a testimoniare. E non solo gli amici: tante mamme e padri sconvolte dalla tragedia che sono vicini ai genitori di Federico. C’è chi scrive: «Sedici anni sono troppo pochi per morire, per essere strappati all’affetto della sua famiglia»;«Morire a sedici anni, una ingiustizia».

Il dolore degli amici dicevamo. Lorenzo commenta:»Sono stato il primo ad arrivare ma purtroppo Dio ti aveva già preso con lui. Non ho potuto fare nulla, mi dispiace. Ciao Federico». Oppure Erika: «Mio fratello ti ha dedicato un goal spero tu l'abbia visto!».

E Alessia: «...l'unica cosa che puoi è pensare tutti i momenti bellissimi e sopratutto i ricordi ed ogni frase e sorrisoQuesto nn e un addio ma è solo un rivederci . Ciao pilota».

Ciao Pilota, certo, era questo il nomignolo affettuoso che accompagnava Federico per la sua passione per lo scooter e la sua abilità nel condurlo. Nei post si sono tanti ricordi di quei momenti, e del «boosterino» di Federico.

Federico, un ragazzo con il sorriso stampato in faccia e che si prendeva sempre cura dei suoi amici specie nei momenti in cui, per qualsiasi motivi, erano un po’ giù. Ci pensava lui a strappare un sorriso e un abbraccio.

Nei ricordi, nelle foto, un ragazzo davvero solare, di quelli che guardano sempre avanti, mai con arroganza ma con la spavalderia e la forza dei sedici anni edlla capacità di sognare e progettare il futuro.

Oggi verrà decisa la data dei funerali. E saranno in tanti certamente a voler esserci per dire: «Ciao Fe’».

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