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Casapound assalta circolo Ragazza ferita alla testa

Casapound assalta circolo Ragazza ferita alla testa

Il locale è gestito dai militanti della sinistra. La giovane colpita da una bottiglia Per più di un’ora l’Aurelia è stata chiusa. Sit in notturno per dire no al fascismo

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MASSA. Due versioni della stessa vicenda come sempre accade quando ci sono scontri tra estrema destra ed estrema sinistra. Stavolta convince di più quello che raccontano i ragazzi di sinistra, per un semplice motivo: erano a casa loro, nel circolo di viale Eugenio Chiesa che si chiama Frank the tank. Ed è lì che intorno all’una della notte tra sabato e domenica sono arrivati una decina di giovani che gravitano attorno a Casapound. Volevano entrare, ma il buttafuori li conosceva e sapeva che non erano soci e ha impedito loro l’ingresso. Al suo no questi si sono tolti la cintura dai pantaloni e si sono preparati alla battaglia. Il segnale che ha provocato la reazione di parte delle trecento persone che stavano bevendo e mangiando all’interno del circolo. Una ventina di questi sono usciti e hanno respinto con le maniere forti - per loro stessa ammissione - l’invasione dei nemici. Il gruppetto di destra si è defilato dopo aver cercato di tenere testa alla controffensiva. Nel frattempo uno dei soci del Frank the tank chiamava le forze dell’ordine: «Accorrete perché c’è una rissa».

Sembrava finita lì la vicenda, ma era soltanto l’inizio di una nottata lunghissima che aveva avuto un piccolo prologo qualche chilometro più in giù dove un ragazzo della Casa Rossa era stato minacciato perché riconosciuto a una festa di compleanno come militante di sinistra. Il giovane arrivato al circolo aveva raccontato quello che gli era accaduto agli amici e mentre stavano discutendo si è scatenato il putiferio all’esterno. Putiferio che non è finito con le cinghiate e i cazzotti, dato che proprio mentre giungevano le pattuglie - sette auto tra carabinieri e polizia - contro il circolo partiva un fitto lancio di bottiglie. Una di queste colpiva una ragazza, alla testa, provocandole un grosso ematoma che al pronto soccorso è stato medicato e valutato con una prognosi di una settimana. Così come sette giorni sono stati dati a un militante di Casapound che ieri mattina si è presentato davanti ai medici perché era stato picchiato. Quello che era con lui invece ha affrontato il padre di uno dei soci, che era accorso per capire come stava il figlio, con un cavatappi (trovato dietro a un cespuglio dalla polizia in un secondo tempo) senza però colpirlo. I due feriti hanno presentato denuncia in questura.

Ma dicevamo della notte agitatissima e di difficile gestione per i tutori dell’ordine. Il tam tam tecnologico tra i militanti di sinistra è stato rapido, praticamente immediato. In pochi minuti alle due circa si sono radunati in un centinaio in viale Chiesa e da lì è partito un corteo spontaneo in direzione Aurelia, precisamente nel tratto davanti al palazzo che ospita la sede di Casapound (e Forza Nuova, coinvolta nelle invettive dei manifestanti). C’è voluta più di un’ora alle volanti per riportare la calma.

Ma sarà una settimana difficile, visto che è partita la mobilitazione.

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