Il Tirreno

Massa, Volpi il rockettaro: la playlist del sindaco da Hendrix a Dylan

di Melania Carnevali
Massa, Volpi il rockettaro: la playlist del sindaco da Hendrix a Dylan

A Contatto Radio il sindaco racconta della sua passione per il vinile e per la musica «che è anche politica»

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MASSA. Che per lui la musica non fosse solo una forma di intrattenimento lo si era già capito scorrendo il suo profilo su Facebook, costellato di citazioni di testi che hanno fatto la storia del rock. Per il suo (dotta) post in memoria di Lou Reed è stato anche criticato.

Per il sindaco, Alessandro Volpi, la partecipazione alla trasmissione radiofonica “L'ultimo negozio di dischi sulla terra”, andata in onda martedì sera su Contatto Radio – trasmissione condotta da Maurizio Castagna in cui l’ospite sceglie e argomenta una playlist personale – è stato quindi solo l’occasione per ribadire concetti già ampiamente espressi durante la sua campagna elettorale: la musica, con il suo linguaggio, è, e deve essere, un sostituto del linguaggio politico. «La musica – ha detto il sindaco ai microfoni della radio – è un grande elemento e strumento di trasformazione, anche politica». Non stupisce quindi che la sua playlist abbia attinto dal repertorio britannico e statunitense degli anni '60 e '70, non a caso gli anni di Woodstock, della contestazione giovanile contro il sistema borghese, del cambiamento culturale. Nessun italiano o artista contemporaneo, quindi nerlla sua scaletta.

Al sindaco, in campo musicale, piace quello che lui stesso chiama “il secolo breve”, dal 1967 al 1975. E ovviamente rigorosamente il vinile, al massimo il cd, perché «con l'mp3 – spiega – si perde il contatto con la fisicità dell’oggetto, e quindi con l’oggetto in quanto tale, che in questo caso è la musica, con i suoi messaggi, ma può essere anche un libro». Ecco quindi che martedì sera, durante la trasmissione, sono stati rispolverati gli album dei grandi che hanno fatto la storia del rock e del blues. Volpi ha infatti scelto di partire con i Cream, seguiti subito dopo da Bob Dylan di cui dice: «Dylan è un'epoca, l'epoca del cambiamento, e in quanto tale va preso tutto». Selezionati anche i Creedence Clearwater Revival con “Have you ever seen the rain”, Eric Burdon, i Jefferson Airplaine, Johnny Cash, Marvin Gaye, Richie Havens e i Rolling Stones. Infine non poteva non scegliere per la sua playlist Jimi Hendrix e i Velvet Underground e , per chiudere con Van Morrison.

Che la playlist scelta sia il messaggio del cambiamento che vuole portare in città? Ancora presto per capirlo, intanto la trasmissione è stata l'occasione anche di parlare proprio della cultura in città, una cultura che, secondo il sindaco, vive di buona salute e che ha solo bisogno di luoghi dove esprimersi e prendere forma. E tra i progetti dell'amministrazione, inerenti al campo culturale, c'è proprio questo: quello di trovare spazi. Intanto tornerà attivo il teatro Guglielmi sui cui, la giunta, ha deciso di abolire i biglietti omaggio, e di realizzare piuttosto entrate a prezzo ridotto per chi non avesse la possibilità di pagare il prezzo intero. “A fine anno poi – continua il sindaco – aprirà anche il Teatrino dei Servi per tutte le realtà più piccole che vogliano esibirsi. E stiamo pensando anche di aprire gli spazi di Villa Rinchiostra, oltre alla mostra di Guadagnucci, per conferenze, dibattiti e magari concerti in acustico. Poi in cantiere anche la sala prove, per la quale i soldi ci sono».

Tema di discussione, ovviamente, anche la movida in centro, spesso contestata. «“Si tratta di trovare l'equilibrio – conclude Volpi – fra una vitalità della città che sta prendendo forma e il rispetto dei residenti e del decoro urbano. E questo cercando di non scivolare nel proibizionismo. La città ha bisogno di vivere».

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