Sicurezza
«Le colonie e i campeggi vanno riqualificati»
Urbanistica, per i progettisti vanno conservate le attuali funzioni ricettive Il porto turistico? Dovrà aspettare, la sua sorte legata a quello di Carrara
MARINA DI MASSA. «Marina di Massa cambierà volto». É questo l'obiettivo emerso venerdì sera all'interno del quinto appuntamento pubblico sul nuovo regolamento urbanistico. La trasformazione della «zona costa» - in particolare quella delle colonie e dei campeggi - è un'idea necessaria oltre che ambiziosa, più volte tentata negli anni e mai realizzata; e anche se il progetto appare futuristico alla fine parte da una semplice constatazione: possediamo un enorme risorsa che rischia di trasformarsi in un inutile svantaggio. Senza contare poi le potenzialità dirette e indirette che un intervento del genere potrebbe determinare, come la rinascita del settore turistico - al centro delle problematiche locali - e nuova occupazione – fortemente in calo. Ma come?
«Il miglioramento previsto dal regolamento urbanistico – spiega l'architetto Franco Lorenzani – non intende trasformare le strutture presenti in residenze di lusso, ma potenziare le due funzioni che già svolgono, di tipo pubblico, quindi assistenziale, o legate al tempo libero - come la Don Gnocchi o l'istituto alberghiero – e funzioni di tipo turistico – come le colonie Motta, Fiat, o la zona dei campeggi - che quindi dovranno rimanere tali. Il nostro obiettivo è un processo di riqualificazione totale che parte dal tratto mare con interventi nelle spiagge e negli arenili, e un progressivo allargamento degli interventi verso il viale delle Pinete e verso la zona interna».
Un percorso che dovrà necessariamente abbracciare le necessità di quella parte di territorio – compresa tra i campeggi e la zona retrostante fino all'autostrada – caratterizzata da un'urbanizzazione sparsa e regolarizzata poi negli anni. «La prima scelta del regolamento urbanistico - continua Lorenzani - prima ancora di identificare nuove aree di edificazione, ha all'oggetto quello di occuparsi e di migliorare questa zona visibilmente soggetta a un disordine edificatorio, non appoggiata su una rete di servizi pubblici e resa inutilmente complicata dalla mancanza di una rete viaria efficiente».
Quindi prima regolare poi costruire, ma tutti gli interventi dovranno essere realizzati nei termini previsti di cinque anni, pena la decadenza del progetto. Non è facile. Anche perchè tra le «ambizioni» rimane quella della messa in sicurezza idrogeologica attraverso interventi sui tratti fluviali e il recupero della rete di canali tombati e occlusi spostando le edificazioni più sottoposte a rischio. Non c'è che da aspettare l'avvio del piano ma la data è ancora incerta: a febbraio ci sarà l'adozione del regolamento urbanistico a cui seguirà la raccolta delle osservazioni esposte dai cittadini, poi la discussione in consiglio comunale per l'approvazione del piano. E il porto turistico? Quello dovrà aspettare. La sua realizzazione infatti è legata all'allargamento del porto commerciale di Marina di Carrara, quindi se ne riparla fra cinque anni.
Alessio Profetti
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