Il Tirreno

«Con quella ci paghiamo 3 Cayenne»

«Con quella ci paghiamo 3 Cayenne»

Per una vendita agli indiani registrati Franco Gemignani (non indagato) e Carlo Vanelli. Mercoledì nuovi riesami

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CARRARA

Inchiesta sul nero alle cave: presto potrebbero esserci nuovi nomi iscritti nel registro degli indagati della Procura che, ad oggi, annovera 12 nomi.

Al vaglio delle Fiamme Gialle le “pieghe” dei file sequestrati nei computer delle aziende passate al setaccio nelle ultime perquisizioni. Si studiano anche le carte e, in particolare, le intercettazioni telefoniche che stanno facendo emergere numerosi retroscena legati all’inchiesta che sta scuotendo il mondo del lapideo.

Documenti contabili e registrazioni nel mirino. Documenti contabili ed extracontabili. Cartellini sequestrate. E decine e decine di telefonate “spiate” e trascritte nero su bianco dalle Fiamme Gialle. Ma non solo: anche i flussi telematici sono stati scandagliati. Dalle caselle di posta elettronica alle varie email che potrebbero avere un significato importante nell’ambito dell’indagine sul nero alle cave e al piano condotta dalla dottoressa Rossella Soffio.

È su tutta questa documentazione che si sta concentrando l’attenzione della Procura alla vigilia di quella che potrebbe essere una settimana molto importante per l’inchiesta.

Mercoledì due nuove udienze al tribunale del riesame. Dopo le bocciature delle istanze di dissequestro presentate nei giorni scorsi dai legali di alcune aziende all’indomani delle nuove perquisizioni della Guardia di Finanza, il prossimo mercoledì ci saranno due nuove udienze davanti al tribunale del riesame di Massa. Si tratta di due imprenditori rappresentati dallo studio Padovani pronti a chiedere il dissequestro di cartelle, file e appunti portati via dagli uffici dalle Fiamme Gialle.

Le nuove intercettazioni. La Finanza torna ad occuparsi in un suo rapporto delle due società Gemignani e Vanelli Marmi e Sa.ge.van Marmi S.r.l. («che - si legge nella nota della Finanza - ad ogni buon conto si ricorda essere costituite da persone riconducibili al medesimo nucleo familiare»).

Agli atti, una telefonata fra Franco Gemignani (socio, che non risulta indagato nell’inchiesta) e Carlo Vanelli.

E’ il 7 giugno scorso - annotano i finanzieri - quando Franco Gemignani intrattiene una conversazione con lo zio Carlo Vanelli che per le Fiamme Gialle appare di particolare interesse viste le conclusioni emerse nel corso del medesimo contatto.

Franco Gemignani: Carlè, ho fatto una vendita...

Carlo Vanelli: eh

Franco Gemignani: ho venduto tre blocchi in lastre... ma sai quanto due blocchi a quanto li ho venduti?

Carlo Vanelli: a quegli Indiani lì?

Franco Gemignani: eh no!!

Carlo Vanelli: ah

Franco Gemignani: e che poi è andata in porto quella vendita lì, dovevano essere cinque me ne ha presi tre perchè era... cinque erano, allora due blocchi li ho venduti a 375 euro al metro quadro

Carlo Vanelli: bene eh eh

Franco Gemignani: poi... poi sono indiani, capito?

Carlo Vanelli: sì, abbiam pagato la macchina dai

Franco Gemignani: ah ah la macchina? Tre macchine abbiamo pagato te lo dico io.

«Il riferimento alla "macchina" - si afferma nella nota della Finanza - è da ricondurre all'acquisto in corso di un Porsche Cayenne da una concessionaria di Livorno che sta seguendo personalmente proprio Franco Gemignani, il quale ne parla allo stesso Carlo, nella prima parte della medesima conversazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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