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Cisl: posti a rischio in tre Rsa pubbliche

Cisl: posti a rischio in tre Rsa pubbliche

Il segretario Enzo Mastorci: dal primo gennaio usciranno dalla gestione dell’Asl per essere affidate a cooperative

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FIVIZZANO. Enzo Mastorci, segretario della Cisl Funzione pubblica di Massa Carrara, interviene in merito all situazione della sanità lunigianese, nella fattispecie sulle Rsa.

«Dal prossimo primo gennaio - esordisce Mastorci - le Rsa di Bagnone, Fivizzano e Pontremoli usciranno dalla gestione pubblica della Asl per essere affidate a una delle Cooperative che vincerà la gara di appalto e gestirà in regime di “global service” tutti i servizi, in pratica chi vincerà si dovrà occupare del servizio alla persona, delle pulizie e del servizio mensa. Siamo preoccupati per una serie di cose, in primis perché la procedura di assegnazione dell’appalto terminerà a ridosso della fine anno con evidenti difficoltà organizzative che potrebbero creare disservizi verso gli ospiti. Ci auguriamo che la Asl (il bando è gestito dall’Area Vasta Nord ovest) termini prima possibile le procedure di assegnazione per dar modo a chi sarà l’assegnatario di poter organizzare il servizio, poiché, lo vogliamo sottolineare, attualmente il servizio è gestito in regime misto, la Asl gestisce in forma diretta la parte di servizio infermieristico e una parte di Operatori socio sanitari, mentre la cooperativa Cadal fornisce il restante personale Oss, mentre le mense sono gestite dalla cooperativa Dussman sotto l’organizzazione Asl. Dal primo gennaio cambierà tutto, i tempi sono molto ristretti e le cose da pianificare sono molte. Abbiamo la necessità di sapere come ricollocare il personale attualmente in servizio, sia quello della Asl sia quello delle cooperative.

Gli interrogativi. Enzo Mastorci aggiunge che «dopo l’assegnazione dell’appalto dovremo gestire tutta la partita della riassunzione in servizio del personale esterno all’Asl che nel frattempo ha ricevuto la comunicazione di preavviso di licenziamento e inoltre chi vincerà dovrà reperire sul “mercato” il personale mancante. Di per contro pretendiamo di conoscere quale sarà il futuro di lavoratrici e lavoratori della Asl attualmente in servizio presso le Rsa. Abbiamo sollecitato la Asl che sembra non avere fretta, ma che cosa dovranno fare le lavoratrici dopo il primo gennaio? Quale sarà la loro sede di lavoro? Quale sarà la loro mansione? Tutti questi quesiti sono stati posti alla direzione ma al momento non abbiamo avuto alcuna risposta. I servizi ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli hanno visto una crescente riduzione, con accorpamenti e chiusure di reparti che hanno generato, per ora, soltanto riduzione di servizi ed esuberi di personale. I tagli ai servizi ospedalieri, ci dicono siano finiti, ma al momento non abbiamo avuto le risposte attese e promesse circa un forte e necessario potenziamento dei Servizi territoriali. Delle Case della Salute che dovrebbero in futuro, garantire molte delle risposte sanitarie di prima necessità non se ne sa nulla, nè della loro collocazione né evidentemente della tempistica realizzativa».

Aspetto occupazionale. «Tornando al personale - prosegue Mastorci - dopo un tentativo di trasferire sulla costa i centralinisti di Fivizzano e Pontremoli, si è tentato con alcuni uffici amministrativi di Aulla, adesso è la volta di Infermieri e Oss. Siamo stanchi di una politica tesa a indebolire il territorio, con una riorganizzazione che non ci sembra poco organica e priva di un progetto globale. Pretendiamo che la Asl ci convochi, come ha promesso, per definire in modo dettagliato un progetto che non faccia decadere il livello qualitativo dei servizi, che tuteli il personale che ha reso fin ad ora, eccellenti servizi alla persona con dedizione e professionalità. I reparti ospedalieri sono affollati, per i servizi socio-assistenziali si devono rispettare le liste di attesa, le Rsa saranno privatizzate e al momento l’unica cosa che la Asl ha aggiunto sono i coordinatori delle Associazioni funzionali territoriali che hanno incentivato i medici aumentando le spese senza migliorare il servizio».

Le aspettative. «Le Aft dovrebbero garantire una prima assistenza 24 ore su 24 con medici specialisti, guardia medica e infermieri creando dei veri ambulatori integrati ma a oggi non vi è nessuna traccia concreta. In un contesto che chiede continuazione la riduzione della spese, non ci sembra una via che garantisca nè il diritto alla salute, né il diritto al Lavoro. Ci attendiamo risposte immediate, pronti, eventualmente anche a forme di protesta vivaci ed eclatanti» conclude Mastorci.

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