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Più sedute, meno guadagni Ecco i tagli ai consiglieri

Più sedute, meno guadagni Ecco i tagli ai consiglieri

La riduzione dei gettoni si fa sentire, ma il risparmio è minore di quello atteso Motivo: sono aumentate le commissioni. E qualcuno supera ancora i mille euro

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MASSA. Tempi duri per i consiglieri comunali: si riuniscono di più, ma guadagnano di meno. La riduzione del gettone di presenza da 99 a 36,15 euro a seduta voluta dall’amministrazione Volpi si fa sentire e nella “busta paga” di ottobre i consiglieri hanno trovato compensi sensibilmente più bassi rispetto al passato, quando quasi tutti i componenti dell’assise municipale percepivano 1.239.88 euro (lordi) ogni mese (il massimo per legge, cioè non più di un quarto dell’indennità di carica del sindaco). Una cifra che mettevano insieme partecipando ad almeno 13 sedute di consiglio o di commissione. Ora, raggiungere quella somma è un’impresa. Anche se qualcuno (vedi tabella in questa pagina) ci si avvicina.

Scende, di conseguenza, anche la spesa complessiva: da 47mila euro di media dei tempi con gettone a 99 euro, a 25mila (24.912) del mese scorso, quasi un dimezzamento. A ben vedere, tuttavia, il risparmio non è quello atteso. Tenendo contro che il precedente consiglio comunale era composto da 40 persone e quello attuale di 30; e che i gettoni sono stati ridotti di due terzi, il contenimento dei costi dovrebbe essere ben sopra il 60%. Invece non è stato così. E questo perchè i consiglieri – anche per effetto della riduzione del loro numero – partecipano ora a più commissioni, collezionando così un maggior numero di gettoni. Il recordman, in ottobre, è stato Giorgio Raffi (Pd) che ha partecipato a ben 34 tra commissioni e consigli comunali – più di una seduta al giorno – per un totale di 1.229 euro. Lo seguono a ruota Andrea Ofretti (Arancioni): 32 gettoni e 1.156 euro di compenso; e Stefano Caruso (Pdl): 31 gettoni (1.120 euro). Non a caso tutti e tre fanno parte di tre commissioni consiliari. Sopra i mille euro ci sono anche Dina Dell’Ertole e Simone Ortori. All’estremo opposto c’è Carmen Menchini che ha partecipato solo a sei sedute e raccoglie soltanto 216 euro. La media è poco sopra gli 800 euro, cioè all’incirca 400 euro in meno rispetto al passato e a prezzo di un maggior “lavoro”. Politica sempre meno remunerativa, dunque: la filosofia del sindaco Volpi secondo cui l’impegno nelle istituzioni è “un servizio alla collettività” e non un lavoro sta diffondendosi. Anche se molti consiglieri, forse, non sono d’accordo.

Claudio Figaia

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