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Legambiente si costituisce parte civile

Legambiente si costituisce parte civile

Matteo Tollini: importante l’attenzione della Procura sulla cementificazione selvaggia nelle aree golenali del Magra

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AULLA. «Ci costituiremo parte civile come Legambiente nazionale nel futuro processo sull'alluvione che ha colpito Aulla e la Lunigiana il 25 ottobre 2011».

Parla così Matteo Tollini del direttivo nazionale di Legambiente, esponente ambientalista di punta in Lunigiana.

Una dichiarazione che arriva subito dopo alla notizia che la Procura della Repubblica di Massa ha chiuso l’indagine preliminare sui tragici fatti dell'alluvione del 25 ottobre, emettendo ben tredici avvisi di garanzia.

La Procura ha formulato le ipotesi di reato di disastro colposo e di omicidio colposo, individuando come concausa della tragedia, che ha provocato due morti, la cementificazione dell'alveo del fiume Magra.

D'altronde, Legambiente era stata fra le prime associazioni a puntare l'indice su questo aspetto nei giorni immediatamente successivi al disastro alluvionale di due anni fa; e Tollini aggiunge di «ritenere un fatto importante che la Procura abbia puntato i riflettori proprio sulla cementificazione selvaggia delle aree golenali del fiume Magra».

Infatti, subito dopo l'alluvione del 25 ottobre, per Legambiente la situazione non si prestava ad alcun dubbio d’interpretazione: «Da 13 anni a questa parte - scriveva Legambiente a fine ottobre 2011 - si è continuato a costruire e autorizzare attività commerciali, servizi pubblici e abitazioni in un’area, prima soggetta alle misure di salvaguardia, poi dichiarata a “Rischio idraulico molto elevato” con delibere dell’Autorità di bacino e dei consigli regionali di Toscana e Liguria. Nonostante la documentata conoscenza del rischio idraulico, nessun ente preposto ha mai realizzato dispositivi di allerta ed evacuazione adeguati in presenza di allerta meteo diramati, come ampiamente e tristemente confermato il 25 attobre scorso. Purtroppo, la conferma delle negligenze verificatesi a più livelli istituzionali si è verificata nel pomeriggio di martedì 25 ottobre 2011, quando il fiume Magra ha straripato nella parte nord del centro di Aulla, portando con sè morte e distruzione, proprio dove previsto dalle carte ufficiali».

Di conseguenza, Legambiente lanciava una netta denuncia «per la colposa negligenza da parte di tutti gli enti competenti» e chiedeva «l’immediato stop a qualunque edificazione nuova o in corso di costruzione nell’area dichiarata a rischio idraulico; la realizzazione immediata di un sistema di allerta ed evacuazione delle attività e abitazioni esistenti in area dichiarata a rischio idraulico; l’immediato avvio di un tavolo per valutare e programmare la delocalizzazione in aree sicure delle attività ed abitazioni a maggior intensità di rischio».

Lo stop alle edificazioni arrivava immediatamente da parte della Regione Toscana, mentre rimaneva lettera morta la richiesta di avviare un tavolo per la delocalizzazione delle attività ed abitazioni a maggior rischio.

Talmente lettera morta che persino il supermercato Conad del recentemente scomparso Giorgio Aranci riapriva i battenti esattamente nello stesso posto, su viale Lunigiana, a pochi passi dal fiume Magra, tutt’ora sprovvisto del tanto invocato argine.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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