Sicurezza
Frana di Mirteto:«Quei lavori troppo cari»
In aula tutti i dubbi del pubblico ministero sull’utilizzo di un elicottero.E qualche momento di tensione con gli avvocati per alcuni cd andati persi
Una ricostruzione capillare del materiale sequestrato e l’attenzione focalizzata su bolle, fatture e verbali. Documentazione che - ne è convinto il pubblico ministero Rossella Soffio- dovrebbe provare che qualcosa non torna nei conti, nelle spese sostenute dal Comune per mettere in sicurezza il versante sopra via Montalabano. Quel versante, infatti, frana una prima volta, il 2 aprile 2009 e una seconda, con effetti più tragici e dopo l’esecuzione dei lavori: il 31 ottobre del 2010 il monte cede nuovamente e si porta via Aldo Manfredi, 45 anni. Adesso 6 persone devono rispondere di disastro e omicidio colposi. Si tratta di Carlo Mariani, geometra del Comune e direttore dei lavori nel 2009, Andrea Bontempi, responsabile del procedimento per la realizzazione dell’intervento di somma urgenza in via Montalbano. E ancora: Giuseppe Rebecchi e Alessandro Migliorelli, legali rappresentanti della ditta Fratelli Rebecchi, a cui furono assegnati i lavori, Jacopo Baroni della Rb escavazioni che ha realizzato alcune opere in subappalto e Riccardo Barbieri, geologo, secondo il pubblico ministero incaricato dal Comune di stendere una perizia. Ma - questa la tesi dell’accusa - in ballo non ci sarebbe soltanto una scorretta esecuzione dei lavori, ma - una serie di «false attestazioni e rendicontazioni» che avrebbero determinato la liquidazione di un importo, a favore dell ditta esecutrice, superiore a quello reale. Ipotesi d’accusa che riguarda, però soltanto tre dei sei imputati (Mariani, Bontempi e Migliorelli).
E proprio sull’ipotesi di costi “gonfiati” verte, ieri, la seconda udienza del processo. L’attenzione del pubblico ministero - e conseguentemente le domande rivolte ai testimoni - si concentra, infatti, sull’utilizzo di un elicottero per il trasporto, in via Montalbano, del materiale necessario all’intervento. Dagli stati di avanzamento lavori - in aula un commissario della Mobile ricostruisce le indagini - sarebbe emerso un esborso superiore ai 12mila euro per tre voli, ma dalle fatture e dal diario di bordo - sempre stando all’ ipotesi accusatoria - risulterebbe effettuato un solo volo per un importo notevolmente inferiore. Non soltanto, l’accusa punta il dito anche sul fatto che «non siano mai stati reperiti - lo dichiara il commissario in aula - progetti o relazioni tecniche dettagliate». Documenti che avrebbero dovuto precedere la realizzazione delle opere. Perizia che, secondo Rossella Soffio, il Comune avrebbe affidato al geologo Barbieri. E, a sostegno della sua tesi, il pm cita gli atti e, in particolare il verbale di consegna lavori in cui si fa riferimento proprio a quell’incarico, per una cifra di 21mila euro. Incarico - è la tesi dell’avvocato di parte Dino del Giudice - che non sarebbe mai stato affidato «tanto che il geologo non firma atti e verbali, nè esiste una fattura che provi il pagamento di 21mila euro».
Un’udienza, insomma, che ha permesso già il delinearsi di alcune delle tesi, difensive e accusatorie e che ha visto qualche momento di tensione, a dire il vero, quando ci si accorge che mancano dei cd, allegati informatici alla relazione stesa da un perito e riguardante i file sequestrati agli imputati. Il perito è disposto a fornirne copia, ma gli avvocati sollevano obiezioni e il clima si riscalda. Ma siamo soltanto ai primi passi, in calendario altre tre udienze, due a febbraio e una ad aprile. [
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