Il dolore
«Dopo il crollo del ponte addio anche alla speranza»
AULLA. Nella piccola frazione di Stadano, oltre al ponte, hanno perso pure la speranza. Lo si avverte nella voce di Alberto Valentini, presidente dell'associazione "Stadano Bonaparte", al quale...
AULLA. Nella piccola frazione di Stadano, oltre al ponte, hanno perso pure la speranza.
Lo si avverte nella voce di Alberto Valentini, presidente dell'associazione "Stadano Bonaparte", al quale chiediamo un commento dopo la conclusione delle indagini preliminari condotte dalla Procura della Repubblica di Massa sull'alluvione del 25 ottobre 2011.
«Non vogliamo paragonare la nostra situazione a quella di chi ha perso i propri cari nell'alluvione, ma dopo oltre due anni di attesa - dice amaramente Valentini - non abbiamo nulla di concreto. Infatti stiamo ancora attendendo l'approvazione formale del progetto definitivo del nuovo ponte, a cui dovrà seguire il progetto esecutivo».
Valentini sottolinea anche di avere richiesto un incontro, che dovrebbe avvenire la settimana prossima, con la commissaria prefettizia Franca Rosa, «alla quale sottoporremo le nostre problematiche, prima fra tutte l'esigenza di allargare la corsia di emergenza lungo l'autostrada Parma - mare che utilizziamo, in assenza del ponte, per entrare ed uscire da Stadano».
Il presidente dell'associazione "Stadano Bonaparte", inoltre, fa notare di avere segnalato in passato, prima che il ponte venisse spazzato via dalla furia del fiume Magra, il fatto che questo andava regolarmente sott'acqua negli ultimi anni quando pioveva più del solito: «Naturalmente nessuno ha pensato di fare qualcosa e questo è il risultato. Ora speriamo che un pò di giustizia trionfi» conclude Valentini.
E mentre tutti attendono i nomi dei tredici indagati nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Massa, va sottolineato che un nome locale già si conosce per essere indagato in un'altra inchiesta legata all'alluvione del 25 ottobre 2011, legata per la precisione proprio al ponte di Stadano.
Si tratta dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze, che vede indagato, fra gli altri, l'ex dirigente all'urbanistica e ai lavori pubblici del Comune di Aulla, l'architetto spezzino Ivano Pepe, per falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale e turbata libertà degli incanti, reati che sarebbero stati commessi in concorso con gli altri quattro componenti della commissione incaricata di vagliare e assegnare i punteggi ai progetti presentati per i nuovi ponti, che andranno a sostituire quelli crollati in Lunigiana il 25 ottobre 2011. (g.u.)
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