Il Tirreno

Respinto dal Tar il ricorso del Comune

Respinto dal Tar il ricorso del Comune

Con l’atto conclusivo della vicenda iniziata nel 2011 con la chiusura del reparto l’Asl apuana sarà risarcita di 2mila euro

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PONTREMOLI. Se la si volesse liquidare con una battuta si potrebbe dire che per il Comune di Pontremoli non è certo un periodo fortunato per quanto concerne le sentenze del Tar.

Infatti il Tribunale amministrativo regionale, dopo aver accolto parzialmente il ricorso del Cabrini e condannato il Comune a un risarcimento, ha ora espresso parere contrario al ricorso presentato dal Comune per l'annullamento della deliberazione del direttore generale dell’Azienda Usl 1 Massa e Carrara n. 240 dell’11 giugno 2012 avente a oggetto «adozione della nuova procedura di gestione dei pazienti pediatrici e delle pazienti ostetrico-ginecologiche a seguito della chiusura dei punti nascita di Pontremoli e Fivizzano».

In pratica si tratta di un’altra brutta tegola nel tentativo di provare a mettere in discussione la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Pontremoli, decretata nel febbraio 2011. La vicenda ha inizio nei primi giorni di giugno del 2012, quando l’Ausl cominciava a dare applicazione a un nuovo modello di gestione, che prevedeva, in particolare, la riduzione dell’orario della struttura ambulatoriale ostetrico-ginecologica con sede a Pontremoli, la riduzione delle attività di controllo nascite svolte alla 36.a settimana (invece della 40.a, in precedenza assicurata) e un nuovo protocollo di gestione delle nascite che prevedeva, in via prioritaria, il trasporto delle partorienti al dipartimento dell’ospedale di Massa.

In pratica il nuovo modello di gestione voleva chiarire in modo inequivocabile che Pontremoli non aveva un punto nascite. A questo nuovo modello di gestione, replica quasi immediatamente l’amministrazione comunale che in data 7 giugno invia un’ordinanza all’Azienda sanitaria in cui si chiedeva di «revocare sin da subito e quindi non applicare o disapplicare ed annullare la procedura». Un atto che l’azienda sanitaria impugna ottenendo che l’ordinanza comunale fosse sospesa e quindi il direttore generale dell’Ausl, Maria Teresa De Lauretis adottava formalmente, con la delibera dell’11 giugno, la nuova procedura di gestione dei pazienti pediatrici e delle pazienti ostetrico-ginecologiche della Lunigiana. Delibera a cui si è opposto il Comune di Pontremoli che ha presentato un ricorso al Tar lamentando in particolare che la nuova programmazione rappresenti una violazione del Patto per la salute e che l’azienda sanitaria ha proceduto senza alcuna preventiva comunicazione.

Ora il Tar ha sentenziato che «il ricorso è infondato e deve pertanto essere respinto». In pratica, si sottolinea nella sentenza, come il nuovo modello di gestione sia «una modificazione degli assetti del Piano attuativo locale (Pal) resa necessaria dall’intervento dei nuovi parametri relativi ai punti-nascita previsti dal “Patto per la salute 2010-12” siglato il 3 dicembre 2009 e da una situazione di complessiva inadeguatezza del punto-nascita di Pontremoli denunciata dagli stessi sanitari addetti alla struttura».

«In definitiva, la deliberazione oggi impugnata non appare caratterizzata da quegli aspetti di evidente illogicità o di lesione del diritto alla salute che ne permetterebbero il sindacato in sede giurisdizionale».

Ma oltre al danno al Comune di Pontremoli arriva anche la beffa con la condanna al risarcimento di 2mila euro all’Asl, oltre a Iva e Cap, a titolo di spese del giudizio.

Riccardo Sordi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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