Il Tirreno

«Eaton già venduta», rabbia degli operai

«Eaton già venduta», rabbia degli operai

Gli ex lavoratori invadono il consiglio comunale. Accuse pesanti al sindaco e a Rossi: «Ci avete preso in giro per 5 anni»

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MASSA. «L’area Eaton è stata venduta. Con una trattativa tra privato e privato, tra la multinazionale e la Iglom, l’azienda di Emilio Ricci che assumerà, si dice 70, lavoratori. Dunque, tutto il percorso che il sindaco il presidente della Regione e le altre istituzioni ci avevano promesso, va in fumo. E la Eaton se ne va non solo dopo avere licenziato 345 persone, ma con le borse gonfie di soldi. Non erano questi gli accordi, non queste le promesse che ci avevate fatto. Ci avete preso in giro. Per 5 anni». Giovacchino Pitanti, anima degli ex della Eaton parla in un consiglio comunale invaso da oltre cento ex operai parecchio arrabbiati. E davanti a una platea di amministratori ammutoliti e terrei. Dice cose pesantissime, l’ex componente della Rsu. «Dove era lei sindaco Volpi, dove era il governatore Rossi? Perchè nessuno ci ha informato prima? Che garanzie avremo sulla ri-occupazione degli altri 200 di noi? Avete tradito la nostra fiducia».

Volpi si sente sotto accusa e replica con forza: «Non so – dice – se qualcuno ha comprato l’area, ma non accetto di essere considerato uno che tradisce gli impegni. Qui nessuno prende in giro nessuno. Per settimane sono andato a Firenze quasi ogni giorno per chiedere al presidente Rossi di venire a Massa e riprendere le fila della vertenza.Senza riuscirci. E vi garantisco che gli strumenti urbanistici, che vincolano quell’area non cambieranno». Il clima è teso, i lavoratori mugugnano, qualcuno grida “ci state prendendo per il c...”.

Alessio Castelli, anche lui ex Rsu Eaton, rincara la dose: «Eaton ha venduto, confermo, il compromesso è stato firmato il 24 ottobre scorso, il giorno del tavolo dell’accordo di programma. E sono sicuro che se l’imprenditore Emilio Ricci, nei confronti del quale sia chiaro, non abbiamo nulla, anzi apprezziamo che voglia assumere, ha acquistato, lo ha fatto dopo che qualcuno a livello politico gli ha detto “vai pure avanti”».

Il sindaco Volpi è alla sua prima vera difficoltà dall’inizio del mandato e quel “non so” riguardo alla compravendita non lo aiuta certo. Ma per lui la strada non è chiusa: «L’accordo prevede che l’acquisizione di Eaton venga inserita nell’accordo di programma, che i 5 milioni stanziati dalla Regione vengano utilizzati per l’acquisizione dell’area contigua della Solvay dove partiranno i nuovi progetti di re-industrializzazione. Ebbene, questo percorso, che punta alla ricollocazione degli operai ex Eaton è ancora aperto. Non strappiamo su questo».

«Prendiamo atto che il percoso che ci avevate prospettato è cambiato. Si parlava di acquisizione dell’area alla mano pubblica per garantire la re-industrializzazione, ora c’è un privato che acquista l’area e a cui si dovrà andare a chiedere di assumerci», chiude Michele Folloni della Fim Cisl.

La sensazione è che ieri si sia consumata una frattura, l’ennesima, tra la politica e i bisogni dei lavoratori.

Claudio Figaia

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