Sicurezza
Cava Crespina, è inammissibile il ricorso della Walton
FIVIZZANO. Un’altra, ennesima puntata nella querelle infinita sorta attorno alla Comunione dei beni sociali di Vinca (Cbsv), proprietaria di alcune cave del bacino del Sagro. Questa volta, è il Tar a...
FIVIZZANO. Un’altra, ennesima puntata nella querelle infinita sorta attorno alla Comunione dei beni sociali di Vinca (Cbsv), proprietaria di alcune cave del bacino del Sagro. Questa volta, è il Tar a entrare nella vicenda, respingendo il ricorso presentato dalla Walton Carrara Successori Srl, rappresentata e difesa dagli avvocati Mario Baratta, Luca Lattanzi, Franco Modena; il ricorso era contro il Comune di Fivizzano (non costituito in giudizio) e nei confronti della ditta Ferrari Riccardo Srl (rappresentata e difesa dagli avvocati Adriano Martini, Gerolamo Angotti, Mario Pilade Chiti). L’obiettivo era quello di annullare la deliberazione a firma del dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Fivizzano, del 6 luglio 2011, con la quale si annullava la decadenza dell’autorizzazione temporanea n. 302 del 25 settembre 2010, per la messa in sicurezza della tecchia della cava Crespina, rilasciata alla Ferrari Riccardo Srl. Un caso abbastanza complesso.
Nella sentenza, si ricostruiscono gli ultimi passaggi contrattuali, a partire dal contratto d'affitto registrato l'11 dicembre 2000, in cui la Cbsv aveva concesso alla ditta Ferrari lo sfruttamento di parte dell'area denominata "Monti Alti" limitandolo, peraltro, all'escavazione di marmi riquadrati e rimanendo gli altri prodotti della lavorazione, ossia il materiale di risulta e i detriti, nella titolarità dell'ente concedente. Sorgeva una controversia sull’uso dei detriti, il Comune di Fivizzano, in data 31 marzo 2007, emetteva ordinanza di diniego del rinnovo dell'autorizzazione all'escavazione. L'ordinanza veniva impugnata dai Ferrari, poi si apriva anche la causa civile, e il tribunale disponeva la gestione provvisoria del sito, al fine di evitare l'interruzione dell'attività estrattiva nelle more del giudizio, affidandola alla Ferrari Riccardo srl (con l'onere di accantonare l'utile di gestione allo scopo di destinarne il risultato a quella delle parti le cui domande fossero state accolte all'esito della decisione finale) e nominando custode del bene il dott. Paolo Martini. E siamo con fatica, ad oggi, quando è ancora in sospeso un ricorso al Tar del Comune contro i Ferrari. In merito a quello della Walton, i giudici amministrativi dicono che è inammissibile, perché non è stata impugnata la precedente determinazione, quella del settembre 2010. Pertanto la Walton deve pagare duemila euro di spese.
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