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Alluvione, ostacoli per i risarcimenti

Alluvione, ostacoli per i risarcimenti

Il grido d’allarme delle aziende apuane: l’Istituto di studi e ricerche ha verificato che incontrano molte difficoltà

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CARRARA. Delle 125 aziende apuane che hanno presentato la documentazione per accedere ai contributi regionali per le alluvioni di un anno fa, ben 76 stanno incontrando grandi difficoltà a ottenere il risarcimento: lo dice uno studio effettuato dall’(Isr) Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio, che ha intervistato 98 imprenditori apuani.

Si tratta di aziende che hanno espletato tutte le pratiche richieste, dalla domanda al Consorzio Zia (Consorzio zona industriale) fino alle certificazioni dei tecnici abilitati alla stima dei danni subiti.

«Il problema sta nella rendicontazione del danno subito» ha spiegato il presidente di Isr Gianfranco Oligeri annunciando che su proprio questo tema, venerdì, presso la Camera di Commercio si terrà un convegno, alla presenza di tutti gli enti coinvolti, dalle amministrazioni locali, a Sviluppo Toscana, passando per le associazioni di categoria e, per la Regione, il consigliere Loris Rossetti.

Secondo l’analisi di Isr non si tratta di problemi soggettivi ma di ostacoli oggettivi nell’accesso al contributo.

Per accedere al risarcimento stanziato dalla regione, pari a 2,5 milioni di euro per la provincia di Massa-Carrara, gli imprenditori devono infatti presentare una fidejussione bancaria e il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) due documenti che, proprio sulla scia dei disagi provocati dall’alluvione, sono decisamente difficili da ottenere. Il sondaggio di Isr parla chiaro: delle 98 aziende intervistate, 19 non sono informate sui contributi; 4 stanno valutando il da farsi, in quanto situate in area Sin; 36 non chiederanno l’acconto perché impossibilitate a produrre i documenti richiesti mentre altre 17 faranno domanda, pur lamentando difficoltà su fidejiussione e Durc.

«Molte aziende hanno avuto gravi problemi dopo gli eventi alluvionali, e non hanno i requisiti richiesti dalle banche per la fidejussione o hanno problemi col Durc» ha spiegato Gianfranco Oligeri, precisando che non si tratta di una questione burocratica o finanziaria ma di un problema politico.

L’intoppo riguarda sia la prima tranche del contributo, pari al 50 per cento del dovuto, sia la seconda, per cui gli imprenditori devono presentare le fatture pagate per la ristrutturazione o l’acquisto di nuova strumentazione: questo presuppone però che le aziende abbiano avuto in cassa una liquidità tale da sostenere i pagamenti, cosa che però difficilmente è avvenuta nella realtà dei fatti.

L’obiettivo del convegno di venerdì sarà appunto quello di trovare una strategia per superare tutti questi ostacoli e dare modo alle imprese di accedere ai contributi, per ripartire davvero con le loro attività.

Il convegno di venerdì sul caso delle aziende alluvionate si terrà con inizio alle ore 15 presso la Camera di Commercio.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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