Sicurezza
Accorpamento degli istituti, no dal Ferrari
Appello dei docenti al commissario Angeli al quale si rivolge anche Valenti sindaco di Tresana
PONTREMOLI. «Chiediamo al commissario Osvaldo Angeli di non accogliere la proposta presa a maggioranza dall’Unione dei sindaci della Lunigiana di accorpare gli Istituti comprensivi pontremolesi». Questo il senso del documento inviato dal personale scolastico dell'istituto Ferrari ad Angeli, all'assessore regionale all'Istruzione, Stella Targetti, ai sindaci di Pontremoli, Filattiera e Zeri, ossia Lucia Baracchini, Lino Mori ed Egidio Pedrini.
«Il personale scolastico delle sedi di Pontremoli, Filattiera e Zeri del Ferrari esprime la sua totale disapprovazione riguardo alla proposta di accorpamento degli Istituti comprensivi di Pontremoli formulata dalla Conferenza dei sindaci della Lunigiana». Una valutazione perentoria che, sostengono gli estensori del documento, trova riscontro anche nella «stessa amministrazione di Pontremoli che ha mostrato una ferma contrarietà a tale proposta, evidenziando come questi accorpamenti non rispondano alle esigenze del territorio. Tale contrarietà non deriva soltanto dalla forte preoccupazione per la perdita di posti di lavoro, ma dall’inevitabile peggioramento dell’offerta formativa che, ancora una volta, ingiustamente, colpisce questa parte di Toscana. Nella nostra Provincia ci sono già oggi meno istituti scolastici di quelli che dovrebbero funzionare, senza nessuna necessità di tagliare ancora scuole».
Tagli che, sostengono «avranno effetti negativi sulla Lunigiana tutta, e quindi sulla Provincia stessa. Si sottolinea inoltre che tali accorpamenti non sono richiesti né dalla Regione che, al contrario, almeno per il futuro anno scolastico, invita a mantenere lo status quo, né dai discussi parametri nazionali relativi al numero di studenti. I docenti rivendicano inoltre la piena appartenenza della sede di Filattiera al Comprensivo Ferrari di Pontremoli, con il quale viene condivisa un’unica impostazione didattica ed educativa, obiettivi e organizzazione, respingendo con determinazione qualsiasi ipotesi di smembramento dell’Istituto. Stigmatizzano le modalità con cui tali decisioni politiche sono state assunte nel totale disinteresse delle opinioni e delle convinzioni dei soggetti attivi della scuola: docenti, personale Ata, alunni e famiglie, chiedendo perciò al commissario della Provincia di non accogliere la proposta presa a maggioranza dall’Unione dei sindaci della Lunigiana».
Una presa di posizione alla quale, chiamando in causa l’occupazione, si unisce il sindaco di Tresana, Oriano Valenti che, sempre ad Angeli, segnala: salvo modifiche o un vero e proprio annullamento da parte della Provincia, o in seconda battuta dalla Regione, in Lunigiana si avranno a partire dal prossimo anno scolastico 2 istituzioni scolastiche in meno, con conseguente decremento di 8-10 posti di lavoro tra il personale non docente (i sindacati stimano addirittura fino a 15), mentre è più difficile, a oggi, stabilire se la contrazione possa riguardare anche il personale docente. Ritengo che anche l’aspetto occupazionale in un momento di crisi economica come quella di oggi, e soprattutto in Lunigiana sia un aspetto da non sottovalutare e mi auspico che tu possa e voglia intervenire di conseguenza».
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