Il dolore
«Va bene così, la politica è un servizio»
Ma qualcuno replica: e così la fanno solo i ricchi. E intanto Sel chiede chiarimenti all’amministrazione
MASSA. Pagare i politici - questo è innegabile - è stata una conquista: la conquista di chi i soldi non li aveva e si vedeva garantito un accesso alla cosa pubblica, al potere decisionale. Certo, da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata e la politica - forse il nodo sta proprio qui - talvolta alla natura di servizio pubblico ha rinunciato. Così sentire di gettoni tagliati, al cittadino - tanto più in piena crisi economica - non dispiace.
I consiglieri, da parte loro, non alzano i toni: certo l’impegno dell’assessore Rutili «a garantire condizioni di serenità» (vedi articolo di spalla) lascia intendere che qualche malumore ci sia.
Stefano Benedetti, nelle file dell’opposizione, ritiene che tagliare i gettoni sia «eticamente corretto e perfettamente in linea con l’indirizzo dell’amministrazione. Sarebbe assurdo un contrasto tra la giunta che ora conta soltanto 5 assessori e un consiglio troppo costoso». Insomma, il concetto è chiaro: a Benedetti la scelta del basso profilo piace e vuole sia praticata da tutti.
Alessandro Balloni, capogruppo per Massa Volpi Sindaco, garantisce che «non ci sono malumori. Abbiamo notato la riduzione e i dirigenti l’hanno motivata, tutto dipende dalle norme e la legge va rispettata. In ogni caso - spiega rispondendo ad una domanda - non c’è stato un aumento delle sedute di commissione, finalizzato ad incrementare l’indennità. Mi pare che le riunioni siano in linea con il passato».
Fabrizio Panesi, capogruppo dei democratici, parte da un presupposto: «La legge c’è e ad essa dobbiamo attenerci», ma qualche perplessità ce l’ha: «Temiamo che la norma non spalmi le riduzioni su tutti i livelli della macchina statale, ma sui più “piccoli”. Non pariamoci - l’invito è a non cavalcare l’antipolitica - dietro il populismo. Se il consigliere lavora bene, il suo è un servizio, deve essere messo in condizione di farlo. Ci sono persone che faticano ad allontanarsi dal lavoro per seguire le attività consigliari. Per raggiungere quota 1.200 euro servono 33 sedute, tra consiglio e commissioni». Poi un esempio: «Un datore di lavoro assumerebbe un consigliere comunale disoccupato?». Tema delicato e non facilmente liquidabile. Per capirlo più a fondo, infatti, Sel ha inviato all’amministrazione una richiesta formale di chiarimento sulla riduzione del gettone. (C.S.)
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