Il Tirreno

«Sospendere il voto sul consorzio di bonifica»

«Sospendere il voto sul consorzio di bonifica»

Cesare Micheloni (Fratelli d’Italia) tuona: «Nessuno sa di queste elezioni i cittadini consorziati non conoscono i loro diritti, bisogna dare più tempo»

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CARRARA. Le elezioni del Consorzio di Bonifica numero 1 Toscana Nord, che si terranno sabato 30 novembre dalle 8 alle 20 - le prime dopo la riforma che ha accorpato i quattro consorzi Auser-Bientina, Versilia-Massaciuccoli, Media Valle del Serchio e Comuni Montani Lunigiana in un unico organismo di comprensorio - sono al centro di una protesta di Cesare Micheloni. La legge regionale 79 del 2012 - ricorda - ha riformato l’assetto della bonifica, suddividendo l’intera area in sei comprensori, in ognuno dei quali è stato istituito un nuovo Consorzio a cui sono state affidate la messa in sicurezza idrogeologica, la gestione e manutenzione dei corsi d’acqua e la manutenzione dei canali d’irrigazione. Temi di eccezionale rilevanza, visti i precedenti che hanno flagellato il nostro territorio. Negli intenti della legge, la maggioranza degli amministratori dell’ente consortile deve essere scelta dai cittadini-consorziati, ossia dai proprietari di immobili (edifici e terreni) ubicati nel comprensorio, attraverso «elezioni democratiche». «Queste elezioni vanno rinviate», tuona Cesare Micheloni, esponente di Fratelli d’Italia. «Nessuno è a conoscenza della scadenza elettorale e, soprattutto, non sono state rese note con la necessaria pubblicità istituzionale le modalità di presentazione delle liste e le modalità di voto. Anche nel sito del Comune di Carrara di questo argomento non vi è traccia, e comunque i proprietari immobiliari o terrieri che pagano il contributo di bonifica, ossia gli elettori, non hanno ricevuto alcun avviso in merito alle modalità di esercizio dei loro diritti. Tra l’altro – prosegue Micheloni – le regole di voto non sono nemmeno semplici, perché vi sono molte eccezioni. Ad esempio, in caso di comproprietà vota chi detiene la quota maggiore; in caso di comproprietà a pari quota vota il prima intestatario in ordine alfabetico, e così via. E chi volesse delegare un comproprietario dovrà farlo entro il 20, ma chi lo farà, visto che nessuno è a conoscenza delle modalità di rilascio delle deleghe? Il mio sospetto – conclude Micheloni – è che questo silenzio sia voluto, affinché a votare vadano solo gli amici dei candidati, in modo che con una manciata di voti, ossia sotto la parvenza di una scelta democratica, vengano eletti i predestinati, né più né meno di quanto accadrebbe con l’odiosa prassi della nomina politica. E la colpa, ovviamente, poi sarebbe dell’antipolitica e degli elettori che non vanno più a votare».

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