Sicurezza
Si ritorna in aula, ma la sentenza slitta
MASSA. Dopo che la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due degli imputati - con l’aggiunta del pagamento delle spese processuali e un’ammenda di duemila euro ciascuno...
MASSA. Dopo che la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due degli imputati - con l’aggiunta del pagamento delle spese processuali e un’ammenda di duemila euro ciascuno - domani si torna in aula per il processo delle cremazioni fantasma del Mirteto. Dovrebbe essere il giorno della sentenza, ma con ogni probabilità per conoscere la decisione del collegio presieduto da Paolo Puzone bisognerà pazientare fino a dicembre, esattamente tre anni dopo l’inizio del dibattimento. Motivo? Le quattro ore di sciopero del pubblico impiego potrebbero intralciare i lavori.
Domani comunque il pm Federico Manotti ribadirà le sue richieste di condanna. Eccole: Renato Alibani, titolare all'epoca dei fatti Euroservizi che gestiva il forno crematorio di Mirteto, 12 anni; Renzo Fialdini, ex funzionario del Comune, all'epoca dei fatti responsabile dell'ufficio cimiteri, 5 anni; Augusto Calzetta, che risponde dell'imputazione di favoreggiamento, 4 anni; S ilvano Carmagnola, 7 anni; Alessandro Dazzi 6 anni; Piero Dell'Amico 7 anni; Marco Grassi 5 anni; Maurizio Guerra 7 anni; Enrico Paladini 3 anni, Luca Pelletti 7 anni, Michela Santucci 1 anno, Alan Tonazzini 5 anni.
Il processo era ricominciato da capo a maggio quando il giudice Cosimo Ferri era stato nominato sottosegretario alla giustizia del governo Letta. Sono stati riconvocati tutti i testimoni: quasi duecento, la metà familiari dei defunti finiti in quel forno maledetto. Una decisione obbligata.
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