Il Tirreno

«Le montagne? Sono state acquistate con dei contratti»

di Alessandra Vivoli
«Le montagne? Sono state acquistate con dei contratti»

Su Rai 3 la vicenda dei beni estimati. Del Vecchio (Franchi group): dimostrino che sono della città Il sindaco: non possiamo andare in consiglio comunale e dire da domani le cave sono nostre

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Su Rai tre irrompe la vicenda dei beni estimati. A prenderla di petto è il giornalista Bernardo Iovene nel suo reportage da Carrara: “L’Editto”.

«A Carrara c’è un patrimonio naturale che si regala»: così introduce Milena Gabanelli.

É poi si entra nel vivo. «A Carrara - spiega Iovene - non si riesce a fare un secondo regolamento perché Maria Teresa nel 1751 aveva scritto che le cave sono di proprietà dell’estrattore. Uno di questi possessori di beni detti “estimati” è la ditta Franchi che oltre all’attività di estrazione, ha anche impianti di trasformazione in città, dal taglio dei blocchi alla lucidatura del marmo».

Paolo Del Vecchio (Franchi group): le montagne sono state acquistate con dei contratti. «Sono beni che risalgono… praticamente sono dei diritti che risalgono dal 1700 da Maria Beatrice D’Este e praticamente chi ha questi beni estimati è il proprietario del luogo di lavorazione»: questa la dichiarazione alle telecamere di Report di Paolo Del Vecchio della Franchi group. Alla domanda diretta di Benrardo Iovene: «Voi questa proprietà come ce l’avete?» Del Vecchio risponde così: «Noi l’abbiamo acquistata da precedenti proprietari di beni estimati». Iovene incalza: «Quindi se ci fosse adesso un regolamento che dice “questa cava è pubblica”?»

Ecco la risposta di Del Vecchio, per la Franchi group: « Io dico: dimostrino che i beni sono della città. È vero che le montagne fanno parte della città, però è anche vero che sono state acquistate con dei contratti, regolarmente- dice - Cioè sembrerebbe quasi un esproprio. Non vedo quali diritti reclamino sui beni estimati».

Insomma per la prima volta, e sugli schermi televisivi di una trasmissione seguitissima come Report, arriva, chiaro e forte, il pensiero del rappresentante di una delle aziende big del lapideo carrarese: «Le montagne sono state acquistate con dei contratti, pretendere indietro i beni estimati sarebbe un esproprio».

Claudia Bienaimè: sui beni estimati ci prendono per i fondelli. Sulla vicenda beni estimati Report interpella anche la consigliere Claudia Bienaimè.

«I beni estimati non esistono più, perché tutto quello che era la legislazione estense, nel momento che il comune di Carrara ha approvato un regolamento, quindi dal ’94, è stato superato - spiega la consigliera - Quindi questa storia dei beni estimati, è un po’ una storia.. insomma ci stanno veramente prendendo per i fondelli su questa questione» Il giornalista Iovene interviene: «Il regolamento del 1994, come abbiamo visto, fu cambiato. Che cosa dovrebbe fare il sindaco?»

«Dovrebbe semplicemente approvare un regolamento che rispecchia i contenuti della sentenza della Corte Costituzionale, che è l’unico paletto fermo - replica la Bienaimè - le concessioni sono temporanee, onerose e devono essere condotte direttamente».

Zubbani: non possiamo dire, da domani le cave sono nostre. È interpellato più volte il sindaco Angelo Zubbani. Sulla vicenda dei beni esitimati risponde così: « Si tratta di andare a dire a delle imprese, a delle associazioni, “dopo 300 anni questo bene non è più tuo perché giustamente”, diciamo tutti, “è della comunità”. E siccome noi vogliamo farlo questo, ma non così, andare in Consiglio Comunale e dire ai consiglieri “da domani le cave son tutte nostre”». «Cioè: lei ha paura, diciamo, ha timore?» chiede Iovene. «Ma non ho paura solo io. Ma io porto a esporre anche i consiglieri comunali, non è solo il sindaco. Mah, io non me la sento di portarla così. Allora me la sento un minuto dopo che ho un provvedimento che sta ancorato in una legge». «Cioè, lei vuole la copertura della Regione?» «Non c’è dubbio!» Replica il sindaco.

L’avvocatura della Regione: i beni sono della collettività. Iovene spiega che in Regione l’assessore Ceccarelli ha formato un gruppo di esperti per capire se l’editto di Maria Teresa ha ancora un valore per stabilire le proprietà delle cave. Vincenzo Ceccarelli spiega: «Beh, penso che se era semplice, come dire, nei secoli che ci stanno alle spalle, la questione forse sarebbe già stata risolta. Non è semplice, ma siamo determinati a definirlo». Iovene interviene: «Con calma, piano piano». Ceccarelli: «Assolutamente no». Allora Iovene fuori campo: «E invece sì, perché il nodo sulla validità dell’editto è stato già sciolto dagli esperti». Enrico Baldi (Avvocatura Regione Toscana): «Abbiamo concluso che il diritto passato attribuito dalla duchessa nel suo editto, era quello di sfruttamento del bene e non di piena proprietà. Quindi la proprietà secondo noi è rimasta una proprietà di demanio pubblico, quindi della collettività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web