Sicurezza
«L’Opa rischia di sparire» Appello di Murzi ai politici
Il cardiochirurgo in commissione sanità chiede lo stop al trasferimento del Materno infantile al nuovo ospedale. Il sindaco Volpi: ci impegneremo
MASSA. La Cardiochirurgia neonatale dell’Opa è una struttura di eccellenza, lo dicono tutti gli indicatori statistici (basti un dato: 0% di mortalità negli interventi dello scorso anno), lo attestano studi scientifici e le tante piccole vite salvate in quelle sale operatorie.
Ma questa eccellenza è in pericolo. Con l’apertura del nuovo ospedale delle Apuane, il Noa (prevista a fine 2014), il dipartimento Materno infantile dell’Asl, sarà spostato da Montepepe, dove oggi si trova, fianco a fianco con la Cardiochirurgia, al nosocomio di viale Mattei. Il che provocherebbe – lo sostiene Bruno Murzi, primario dell’Opa – la morte certa della Cardiochirurgia. Perchè, spiega il primario, il centro perderebbe attrattiva e pazienti (oggi vengono puerpere da mezza Toscana a partorire qui, anche in assenza di patologie cardiache), e diventerebbe facilmente aggredibile dal Pediatrico Meyer di Firenze, che da tempo “soffre” per la mancanza di una cardiochirurgia neonatale.
Insomma, c’è un rischio di smantellamento reale contro cui Murzi ha deciso di battersi di persona, cercando di svegliare la politica locale, finora quasi del tutto assente sulla questione. L’allarme, il primario lo aveva già dato lo scorso anno. Finì inascoltato. Stavolta sembra diverso. Ieri, ad esempio, il dottor Murzi è stato ascoltato dalla commissione Sanità del consiglio comunale di Massa in una riunione “allargata” ad altri interlocutori e a cui era presente anche il sindaco Alessandro Volpi. E in commissione, Murzo ha parlato con il cuore – «siamo radicati in questo territorio, io personalmente sono legatissimo a Massa» – e con concretezza. La partita, ha detto in sostanza, può essere ancora aperta, «mi aspetto che l’amministrazione di Massa, il suo consiglio comunale mi diano un supporto. Ma, soprattutto, che facciano pressing sulla Regione e sul presidente Enrico Rossi, perchè è lì che si prendono le decisioni.».
Murzi punta, in altre parole, a far sì che la direttrice dell’Asl Teresa De Lauretis e il direttore della Fondazione Monasterio Luciano Ciucci si siedano a un tavolo e discutano della questione. «Sento dire che il nuovo ospedale senza il Materno infantile, per il quale sono previsti 24 posti letto, diventerebbe anti-economico rispetto ai piani del project financing con cui è stato finanziato Meno degenze, meno pasti, meno prestazioni, meno posti auto a pagamento (nel nuovo ospedale c’è anche questo). Bene, ci dicano quale sarà il costo reale. E poi lo confrontino con i benefici che derivano dal mantenere il punto nascite all’Opa». Si tratta, insomma, di rimettere in discussione quella che pare un percorso ormai ineluttabile – cioè il trasferimento del Materno al nuovo ospedale – e di chiamare il governatore Rossi a difendere l’eccellenza apuana. «Mi attendo un atto unitario dal consiglio comunale», ha concluso Murzi».
Tutti, o quasi, i partecipanti all’audizione che sono intervenuti hanno raccolto l’allarme e l’appello di Murzi. «Difendere l’Opa» è la parola d’ordine che tutti condividono. Sul come difenderla, forse, le posizioni non sono univoche.
«Il polo di eccellenza del Montepepe e il suo patrimonio di professionalità non deve essere disperso. Mi aspetto un indirizzo del consiglio comunale (che oggi discute due ordini del g iorno sul tema) per poi muoverni di conseguenza», ha detto il sindaco Volpi. E la battaglia è adesso un po’ più aperta.
Claudio Figaia
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