Sicurezza
Il sindaco sulle leggi estensi perde la pazienza
«Ma devo render conto io che sto impegnandomi per superare queste proprietà anacronistiche?»
CARRARA. Si parla anche di ricorsi nel corso dell’Editto di Report.
Il nodo dei ricorsi. «Le montagne sono di tutti - dice la voce fuori campo del giornalista Bernardo Iovene - Se i possessori del diritto di proprietà estense pagassero completamente gli oneri di concessione, il Comune, ha calcolato il Tirreno, incasserebbe 4 milioni di euro in più all’anno. Ma la partita è dura, il sindaco ha provato ad aumentare gli oneri da 13 euro a 45 euro a tonnellata, ma gli imprenditori sono ricorsi al Tar e hanno ottenuto l’annullamento degli aumenti».
A questo proposito interviene il sindaco. «Noi abbiamo avuto negli ultimi anni 250 ricorsi - dice - Dalle commissioni tributarie di allora fino al Tar fino ai tribunali ordinari. Quindi siamo impegnati su tutti i fronti».
Il coas delle concessioni. «Questo caos sul mondo del marmo - dice la voce fuori campo di Bernardo Iovene - è dovuto al fatto che a Carrara non è applicata la legge nazionale sulle attività estrattive del 1927 che non prevede il sub affitto sulle cave della collettività che vengono date in concessione dai comuni. Qui in parte siamo rimasti al 1700».
«Cioè: le cave non sono dei cittadini?» Chiede Iovene al sindaco. «Glielo spiego io se mi dà pazienza - replica Zubbani - A oggi, il 32% dei mappali, sono dei privati di cui 6 cave sono tutte di beni estimati, quindi di proprietà; 46 sono miste e 28 sono tutte comunali. Questa è la verità, che lo si voglia capire o non lo si voglia capire». «E questo in base a quale…» interviene Iovene.
«All’editto di Maria Teresa del 1751 e successive» risponde Zubbani.
«Va beh, ma cosa mi viene a dire? Possiamo mai parlare di queste cose ancora? Cioè… ma dico: è possibile?» Incalza Iovene.
«Ma voi state scherzando? Cioè: ma secondo lei devo render conto io che sto impegnandomi con tutti gli strumenti possibili per cercare di superare queste proprietà del tutto anacronistiche? E quindi pensate che questa cosa - anche chi mi ha preceduto: amministrazioni, sindaci, eccetera, da 300 anni a questa parte - se fosse stata una cosa come lei pensa, così superficiale, non l’avrebbero fatto? Ma di cosa stiamo parlando? ». In sostanza, il sindaco ribadisce quanto ha detto più volte: interverrà sui beni estimati solo in presenza di garanzie giuridiche che il provvedimento sia inattaccabile.
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