Sicurezza
«Ci sono più tasse sul lardo che sul marmo bianco»
L’ex cavatore Demetrio, di Colonnata: sul nostro salume non esiste il “nero” Il procuratore capo: la ricchezza va in altre aree geografiche, non nella nostra
CARRARA. Le telecamere di Report puntate sulle cave. E anche sull’inchiesta che sta scuotendo il mondo del lapideo.
«Un clima surriscaldato - parte così una parte importante della trasimssione - anche dall’inchiesta della Procura che sta indagando su un giro di sotto fatturazione di blocchi di marmo che vanno in Cina e in India. Ed è proprio il pubblico ministero che fa un appello alla città: “attenti”, dice, “vi portano via la ricchezza”».
Aldo Giubilaro, procuratore capo dichiara: «Cioè, sembra che effettivamente, diciamo, il marmo non crei una ricchezza sul posto. Nel senso che la lavorazione e quant’altro ruota attorno al marmo non risulta sia sul posto, ma vada altrove. Quindi vada ad arricchire da un punto di vista di opportunità di lavoro e di lavoro altre aree geografiche e non la nostra».
La parola passa poi al geologo Carlo Musetti: «Il problema di Carrara è anche che l’80% della produzione ormai, da 20 anni a questa parte, viene esportata grezza, in blocchi. Non ci sono più tutte le segherie, gli impianti di trasformazione, che erano quelli che portavano il valore aggiunto alla città. Ora i blocchi vengono esportati... i cinesi vengono e comprano i blocchi grezzi».
A tuonare - dice la voce fuori campo di Report - c’è anche il parroco del Duomo che da un lato vede aumentare la povertà, dall’altro denuncia che la ricchezza del marmo non ha ricadute sulla città.
Don Raffaello Piagentini: «Capitavano gli extra, gli extracomunitari. Ora capitano i carraresi o carrarini che dir si voglia. Capitano loro a chiedere anche roba di base: zucchero, pasta, riso. Quindi vuol dire che c’è povertà. Questo oro bianco è in mano a pochi che sfruttano la situazione in un modo abbastanza aberrante. Come morfologia geografica sono massacrati questi monti. Eh, va bene; è una ricchezza che deve essere estratta. Quello che non si vede è la ricaduta sulla popolazione soprattutto di Carrara che ne è la depositaria». Intanto Carrara - continua Iovene- è una delle città più indebitate d’Italia. Nella frazione di Colonnata ormai incastrata tra le montagne ridotte a spezzatino vivono solo di lardo.
Demetrio, che abita in paese spiega a Report: «L’industria di Colonnata, che è il paese del marmo, non è più il marmo: è il lardo. Paghiamo più tasse di tutti gli industriali di Carrara». «Cioè, voi sul lardo pagate più tasse che sul marmo?» chiede Iovene. « Sì, sì! Perché non si può lavorare a nero sul lardo».
E Demetrio, un vecchio cavatore anarchico, una soluzione ce l’ha: «Il Comune dovrebbe prender tutto, il Comune o lo Stato, e far tutta una cooperativa. Far guadagnare gli orfani, gli orfani far guadagnare perché quasi tutti qua c’abbiamo un morto alle cave».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google