Il Tirreno

«30 euro di ticket per i pullman alle cave»

«30 euro di ticket per i pullman alle cave»

E sul lapideo tensione fra l’assessore Traversi e i 5 Stelle sul marmo: «Esportare i blocchi è una necessità»

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CARRARA. Introdurre una tassa sui bus diretti alle cave per finanziare il settore Turismo a iniziare dai centri di informazione di Marina, Carrara e dello Stadio: è la nuova proposta uscita dalla giunta comunale che ha pensato a un ticket di circa 30 euro a pullman, pari a circa 60 centesimi per ogni visitatore. L’idea è stata illustrata ieri dall’assessore al Turismo Fabio Traversi alla commissione Attività Produttive, presieduta da Fabrizio Giromella (Sel Sorridi Carrara) e punta a rimpinguare le casse del settore Turismo per finanziare, in primo luogo, i tre centri di informazione del territorio. La gestione dei punti di Marina, dello Stadio e di Carrara sarà presto messa a bando. Oltre al “mantenimento” del check point dello Stadio, dove i pullman diretti alle cave fanno tappa per ritirare il pass di accesso, i fondi raccolti dovranno servire a finanziare l’attività del punto di informazioni di viale Colombo a Marina, aperto la scorsa estate e a consentire la riattivazione di quello in piazza Matteotti, in centro città. Per i due centri dello Stadio e di Marina servono circa 30 mila euro l’anno, anche perchè i costi di gestione del punto di viale Colombo sono “abbattuti” grazie alla collaborazione con le scuole superiori del territorio. E sono previste cifre contenute anche per il centro informazioni di Carrara che, secondo le intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe rimanere aperto solo in concomitanza dei grandi eventi, come Marble Weeks e Convivere.

L’impatto del ticket sulle tasche dei visitatori sarà contenuto: considerato che, secondo gli ultimi dati, in città arrivano ogni anno circa 1000 bus diretti alle cave, e che la “tassa” dovrebbe aggirarsi sui 30 euro a mezzo, la ricaduta per ogni visitatore (una cinquantina per ogni pullman) dovrebbe aggirarsi sui 60 centesimi. Una spesa irrisoria, come hanno osservato diversi esponenti della commissione, che hanno proposto di aumentare il ticket anche a 50 euro, soprattutto alla luce del raffronto con le scelte di altre città toscane, come Pisa, Firenze o Lucca, dove la “tassa sui pullman” supera i 100 euro. Secondo i dati sulle presenze turistiche negli ultimi due anni, nonostante la crisi, le visite in città sono rimaste pressoché costanti: nel 2012 sono arrivati a Carrara 1192 pullman, per un totale di 39173 persone; nel 2013 i bus sono stati 981 per 33957 turisti, ma bisogna tenere presente che per l’anno in corso, dal conteggio mancano i primi tre mesi dell’anno. Il periodo d’oro per le visite in cava si conferma maggio: nel 2012, nel corso di questo mese, sono arrivati in città 330 pullman; 274 quelli invece registrati nel maggio di quest’anno.

Tensione sul marmo. Nel corso della seduta, il presidente della Commissione Attività Produttive ha lanciato un appello ai vertici di Nuovo Pignone, Porto Spa e agli industriali del marmo: «Ho mandato loro diversi inviti ma non ho ricevuto nessuna risposta» ha dichiarato Giromella, spiegando di attendere dal Nuovo Pignone i numeri esatti in merito alle ricadute occupazionali delle attività a Carrara e dalla Porto Spa chiarimenti sulla vicenda Mediterraneo, sui piazzali dell’area retroportuale e anche sugli investimenti nello scalo. Ma è stato il terzo invito, quello agli industriali del lapideo, che ha fatto scaldare il clima della commissione. Matteo Martinelli (M5S) ha colto l’occasione dell’appello di Giromella per ribadire la posizione del suo gruppo sull’argomento: «L’occupazione nel lapideo è in calo, la maggior parte dei fatturati arriva dall’export di marmi grezzi… questo impoverisce la città e le nostre montagne, serve un modello di sviluppo diverso - ha commentato il consigliere, che ha aggiunto - i potentati economici che sovrastano la città utilizzano il loro peso nei confronti delle istituzioni». Un intervento critico ma pacato che ha fatto scattare l’assessore Fabio Traversi: «Non sono mai entrato nel merito della discussione del marmo, ma sono stanco di sentire cavolate da chi in questo settore non ha mai lavorato» è sbottato l’esponente dell’amministrazione, notoriamente restio a toccare l’argomento per via del suo ruolo all’interno di Furrer. «C’è qualche consigliere che quando viene eletto diventa tuttologo» ha attaccato Traversi sostenendo che gli imprenditori sono soggetti alle leggi di mercato e che, quella di esportare blocchi grezzi, non è una scelta ma una necessità. «Commerciare lavorati darebbe un maggior ritorno economico, in primo luogo agli imprenditori, ma oggi è difficile. Il problema è che la Cina, sui lavorati, ci sta raggiungendo, con costi di produzione pari a un decimo dei nostri» ha aggiunto Traversi, spiegando che il rischio per chi punta sulla filiera è di «ritrovarsi il magazzino pieno di marmette invendute». A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato Giromella, che si è affrettato a spiegare come l’intento della sua commissione sia quello di fare il punto sull’occupazione nel settore, lasciando il resto delle discussioni alla commissione competente, quella del Lapideo appunto.

Cinzia Chiappini

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