Sicurezza
Report: “L’editto di Carrara” su concessioni e nero alle cave
CARRARA. “L'editto di Carrara”, questo il titolo del servizio curato da Bernardo Iovene e in onda questa sera su Report, su Raitre, la seguita trasmissione d’inchiesta di Milena Gabanelli. «Le...
CARRARA. “L'editto di Carrara”, questo il titolo del servizio curato da Bernardo Iovene e in onda questa sera su Report, su Raitre, la seguita trasmissione d’inchiesta di Milena Gabanelli. «Le ottanta cave di Carrara - si spiega nel “lancio” del servizio, sul sito di Report - sono gestite da quasi duecento imprese, la maggior parte di queste lavora senza concessione comunale. Cioè sono autorizzate in modo provvisorio. Tutto è fermo perchè nel 1751 Maria Teresa, principessa di Carrara, stabilì che chi in quel momento coltivava le cave ne diventava possessore. Questo regime è durato fino al 1994, quando il sindaco Emilia Fazzi Contigli per la prima volta istituì un regolamento che prevedeva concessioni onerose e temporanee», che però è stato stravolto. Oggi le cave di marmo sono autorizzate dal Comune per 29 anni rinnovabili automaticamente, e gli imprenditori pagano un prezzo stabilito in trattativa. Insomma la cittadinanza ci guadagna ben poco. A complicare la situazione è intervenuta la Procura: sotto indagine una decina di imprenditori che avrebbero venduto i blocchi di marmo in India e Cina fatturando solo una piccola percentuale e frodando così il fisco».
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