Sicurezza
«Ad ogni pioggia ci barrichiamo in casa»
Il Carrione a Pontecimato è ancora una minaccia: il racconto di una donna alluvionata
CARRARA. «A un anno dall’alluvione la mia situazione è peggiorata». A parlare è Serena Marchetti, residente a Pontecimato, lungo il corso del Carrione.
Nella zona in cui abita, il torrente ha un’ansa, dalla quale è entrata l’onda di piena che le ha allagato la casa lo scorso anno, in occasione delle due alluvioni che investirono Carrara. La prima provocò qualche allagamento, la seguente fu distruttiva, ma già le avvisaglie dell’11 novembre 2012 furono un chiaro presagio. La donna era in casa con la nonna e riuscì a contenere i danni grazie all’aiuto di un cugino, accorso in suo aiuto. «Purtroppo – ha continuato la signora Marchetti – Ogni volta che c’è maltempo dobbiamo disporre paratie a porte, finestre e cancello, sperando in Dio. La nostra vita è cambiata in peggio e non c’è sera in cui non guardiamo il meteo, per il timore di rivivere il dramma dello scorso anno. Con tutte le relative tensioni che ne possono conseguire». La donna è anche esasperata dall’aver appreso che i soli rimborsi possibili saranno nella misura del 20% di ciò che avrà speso per la ristrutturazione. In pratica, su 20 mila euro spesi, solo 4 mila saranno oggetto di rimborso da parte delle autorità. «Inizialmente ci fecero presentare dei preventivi – continua la signora, rivolgendosi agli enti preposti – Poi ci hanno fatto sapere che, per ottenere il rimborso, era necessario produrre fatture. Ma per avere delle fatture è necessario far fare i lavori e quindi pagarli di tasca propria. Ho dovuto rivolgermi alla Cassa di Risparmio di Carrara, per ottenere un mutuo e far fronte alla ristrutturazione di casa. Per fortuna, c’è chi ha previsto un prestito a tasso zero per gli alluvionati».
La signora lamenta infine un rimpallo di competenze: «Mi sono rivolta sia a Comune che a Provincia, per rinforzare l’argine che da verso casa mia. Ebbene, il Comune mi dice che la manutenzione del fiume spetta alla Provincia, e quest’ultima ribatte che il Comune avrebbe dovuto costruire argini più alti e massicci. Di questo passo non escludo di dover percorrere vie legali, anche perché si sono accumulati altri detriti, che, in caso di nuova alluvione, potrebbero provocare danni ben peggiori di quelli già subiti».
David De Filippi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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