Sicurezza
Un piano di recupero per cava sul Carchio
MONTIGNOSO. Una cava abbandonata, in degrado, dove, a peggiorare il quadro – dal punto di vista ambientale, e anche estetico – sono stati messi dei ripetitori, che adesso potrebbe diventare un luogo...
MONTIGNOSO. Una cava abbandonata, in degrado, dove, a peggiorare il quadro – dal punto di vista ambientale, e anche estetico – sono stati messi dei ripetitori, che adesso potrebbe diventare un luogo di cultura.
È la cava dismessa del monte Carchio, vetta – una volta modesta - del crinale che divide la provincia di Massa-Carrara da quella di Lucca, sui cui adesso l'amministrazione comunale vuole investire per riqualificare quel territorio e ridargli dignità.
È attraverso un progetto che si aggira intorno ai 300 mila euro di investimento volto a ripulire l'intera area, ora in degrado, e costruirci un laboratorio di scultura per artisti, accademie e scuole.
Un progetto per il quale l'amministrazione, con il suo assessorato all'ambiente, si è già messa in moto per intercettare finanziamenti e bandi vari, non da ultimo quelli dell'Unione Europea, la più “generosa” nel campo. Nel frattempo quello stesso progetto è già stato presentato per il bando “Beni invisibili. Luoghi e maestria delle tradizioni artigianali” promosso dalla Fondazione Telecom Italia, volto proprio a finanziare i progetti inerenti l'area di intervento Patrimonio artistico e culturale.
Per questo bando, la fondazione ha messo a disposizione 1 milione e cinquecentomila euro. Ogni progetto potrà ricevere un contributo economico non superiore a 250.000 euro e non inferiore a 125.000 euro, destinato a coprire fino a un massimo dell'80% dei costi sostenuti per la realizzazione del progetto. Sono stati 400 i progetti presentati. Non pochi, ma l'amministrazione ci crede.
«È un progetto ben fatto – commenta l'assessore all'ambiente Andrea Gabrielli – e abbiamo buone possibilità. Se non vincessimo il bando, in ogni caso non ci siamo mai fermati e non ci fermeremo. Continueremo a cercare risorse e finanziamenti vari, perché uno dei nostri obiettivi primari è rivalorizzare quell'area che è stata distrutta e poi abbandonata al degrado. Ci teniamo e lo faremo». (M.C.)
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