Sicurezza
«Tutto è degenerato dopo il caso Imeg e da 15 anni pesa il conflitto d’interessi»
CARRARA. L’associazione Codici torna a esaminare le recenti dichiarazioni del pm Rossella Soffio, l’appello: «Da sola non ce la faccio chi sa parli», seguito - annota Codici - «da una denuncia che...
CARRARA. L’associazione Codici torna a esaminare le recenti dichiarazioni del pm Rossella Soffio, l’appello: «Da sola non ce la faccio chi sa parli», seguito - annota Codici - «da una denuncia che assume un rilievo devastante, considerata la fonte, “attenti vi portano via la ricchezza...”». «Sono anni - scrive Codici - che queste cose vengono denunciate da singoli, associazioni e comitati. Solo pochi mesi fa, la nostra associazione con Legambiente ha raccolto, in pochi giorni, più dì 500 firme in calce ad una petizione rivolta all’Amministrazione comunale per mettere all’ordine del giorno la discussione e l’approvazione di un regolamento capace di porre fine ad un saccheggio di quella che è una ricchezza di tutti. Sappiamo come è andata a finire! I “politici di mestiere” hanno imbrigliato l’iniziativa, dopo averne detto un gran bene ed essersi impegnati ad approvare un nuovo regolamento, che avrebbe recepito lo spirito della petizione, entro 60 giorni. Naturalmente non è accaduto nulla. Alcune aziende hanno vinto i ricorsi proposti contro i modesti accertamenti di valore operati dagli uffici comunali (400 euro a tonnellata contro i 3.000-3.500, per i marmi di maggior pregio, come emerge da intercettazioni telefoniche operate dalla Procura). Pensiamo - si fa notare - che i problemi emersi con l’indagine della procura siano solo la punta di un iceberg. L’Amministrazione pubblica locale evidenzia sempre più spesso attenzione verso interessi di pochi a scapito di quelli collettivi. Da tempo denunciamo una gestione, che giudichiamo scandalosa, di aziende pubbliche o a partecipazione pubblica». «Tutti a Carrara - prosegue Codici - sapevano e sanno che i prezzi di cui parlano” (imbastendo anche cause) amministratori e Assindustria sono distanti anni luce da quelli reali. Le iniziative giudiziarie, quando interessano un sistema, non casi isolati, possono aiutare a trovare una soluzione. E’ necessario però una classe politica responsabile e sensibile, capace di capire che non può rapportarsi a queste iniziative, come se fossero di semplici comitati o associazioni. All’appello-denuncia della dottoressa Soffio, ha risposto la Cisl, evidenziando come dal marmo arrivi meno lavoro (a fronte di sempre maggiori ricchezze per pochi), denunciando il fallimento del distretto lapideo. Assindustria ha replicato parlando di 12.000 occupati del settore(!): una colossale panzana. E’ intervenuta poi l’ex sindaco, Prof.ssa Fazzi Contigli, che ha ricordato come “il furto alle cave va avanti da anni”. La risposta di Assindustria all’ex Sindaco è arrogante e stupidamente sprezzante: “ci risparmi lezioni di morale”. Noi crediamo invece sia proprio una questione morale! Una città con questa ricchezza che non riesce a garantire nemmeno l’ordinaria gestione, come testimonia lo stato della rete viaria dei territorio comunale, messa a confronto con quelle dei comuni limitrofi, e degli immobili pubblici. Da sempre il settore marmo ha evidenziato anomalie, ma questo stato è degenerato con il passaggio di una quota consistente del totale delle cave dalla Imeg ad un gruppo di imprenditori locali (ad un prezzo assolutamente irrisorio rispetto al suo valore). Tali gruppi operano ormai in regime di monopolio». E prosegue: «A questa situazione determinatasi negli ultimi 15 anni, che vede l’avvicendarsi dei soliti nomi e imprese, ha contribuito anche l’esistenza di evidenti conflitti di interesse rappresentati da operatori presenti nelle assise comunali (a livello di amministratori e consiglieri) portatori di interessi settoriali». E conclude dicendo: sarebbe interessante conoscere la rendicontazione dei contributi elettorali, chi li ha dati e quanto ha dato.
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