Il Tirreno

Iglom punta all’Europa e “vuole” tutta la Eaton

Iglom punta all’Europa e “vuole” tutta la Eaton

Spunta l’idea di utilizzare i terreni della Bario Solvay per la re-industrializzazione Intanto l’azienda di Ricci diventa piattaforma logistica continentale degli antigelo

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MASSA - Un’azienda in espansione (difficile trovarne di questi tempi) disposta ad acquisire l’area, guidata da un imprenditore locale (e anche questo è un valore aggiunto); un impegno importante della Regione in termini finanziari (5 milioni) e normativi per sostenere la re-industrializzazione. Le condizioni per dare un futuro se non a tutti, a una parte dei 280-290 lavoratori ex Eaton, ora, ci sono tutte. Difficile, nel contesto di decrescita attuale – lo riconoscono più o meno tutte le parti in gioco – poter puntare a qualcosa di più. Per questo la lunga vertenza Eaton appare a una svolta decisiva.

La svolta è tutta nell’offerta Iglom. L’azienda di trasformazione di olii industriali di cui è amministratore Emilio Ricci (past-president della Associazione Industriali apuana) è una delle poche in crescita nel territorio (e non solo). Ha commesse importanti, cerca da tempo spazi più grandi per la sua attività. E si sta preparando a diventare una piattaforma logistica per la distribuzione in tutta Europa di antigelo e additivi di un marchio multinazionale del settore. Da qui l’intenzione di Emilio Ricci di acquisire gli 80mila metri quadrati della Eaton. Con un progetto che prevede la stabilizzazione del personale attuale e fino a 70 nuove assunzioni (di ex Eaton, ovviamente); e 15 milioni di investimenti.

Il problema è che il piano Ricci-Iglom prevede l’utilizzo dell’intera area, o di gran parte di essa, e “solo” 70 posti (essendo le attività di trasformazione lubrificanti e di distribuzione a intensità di occupazione relativamente bassa). E gli altri 200 e più che fine faranno? Fim, Fiom e Uilm lo hanno già detto: no a soluzioni parziali, il percorso di ricollocamento e di rinnovo degli ammortizzatori sociali deve coinvolgere tutti.

Venerdì scorso a Firenze, si sono ritrovati il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco Alessandro Volpi, il presidente del Consorzio Zona Cesare Ugolotti e Norberto Petriccioli in rappresentanza della Provincia a discutere della questione. E dal tavolo è uscita un’idea (targata Consorzio Zia): allargare l’intervento della Regione dall’area Eaton ai confinanti 35mila metri quadrati della Bario-Solvay, attualmente inutilizzati (gli stessi terreni in cui puntava a insediarsi Iglom).

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