La manifestazione
«Comuni, unitevi o sarà la fine»
Enzo Mastorci (Cisl Fp) invita anche quelli superiori a 3mila abitanti ad accorpare i servizi
FILATTIERA. Enzo Mastorci, segretario generale della Cisl Fp Massa Carrara, interviene sulle funzioni associate dei piccoli Comuni.
«È necessario ridisegnare in modo completo e complessivo il futuro della pubblica amministrazione soprattutto a livello territoriale. La vertenza, sembra unicamente mirata al futuro disegno dei vari livelli istituzionali, ma sembra sfuggire a molti che, dal primo gennaio 2014, gli otto Comuni della Lunigiana con inferiori ai 3mila abitanti verranno completamente svuotati delle loro funzioni fondamentali. Per effetto del comma 28 dell’art. 14 del decreto legislativo 78 del 2010, tali Comuni dovranno svolgere le funzioni fondamentali attraverso convenzioni o unioni. L’Unione dei Comuni Montana della Lunigiana ha aggregato le funzioni di polizia municipale e, nonostante il servizio sia abbastanza omogeneo, di certo non mancano problemi organizzativi e gestionali. Da tempo chiediamo un tavolo di confronto che metta assieme tutti i Comuni della Lunigiana perché riteniamo che sommando i problemi dei singoli Comuni avremo soltanto dei problemi più grandi, è invece necessaria una svolta a livello organizzativo. Noi chiediamo che prenda corpo un vero “patto territoriale” che comprenda, nelle funzioni associate, anche i Comuni che non sono obbligati ad associare le funzioni, ossia Aulla, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Villafranza e anche Pontremoli che, ci auguriamo, possa rientrare in un contesto lunigianese che a causa di una politica campanilistica ha già visto impoverire il proprio territorio. Se non cambiamo direzione, dopo aver perso tribunale, perderemo ulteriori pezzi della pubblica amministrazione. Riteniamo che questa sia la condizione indispensabile per poter fare un vero progetto territoriale che vada incontro ai servizi, alle lavoratrici e lavoratori dei Comuni, in special modo per quelli di minor densità e più decentrati a livello territoriale».
Inoltrandosi nella questione, Mastorci aggiunge: «Chiederemo che, in mancanza di un vero progetto di riforma della pubblica amministrazione a livello territoriale, lavoratrici e lavoratori rimangano nelle loro attuali sedi di lavoro che fino ad ora, seppure con mille difficoltà, hanno garantito ai cittadini una risposta in termini di servizi. Come saranno gestiti i servizi sociali se veramente la Società della Salute cesserà la sua attività? E il Servizio di Protezione Civile saprà dare risposte al territorio in caso di bisogno? Potremmo continuare con la manutenzione strade, i servizi scolastici, ecc., ma il tema fondamentale è costituire un tavolo permanente per progettare assieme il futuro della Lunigiana. Tutto questo processo innovativo si aggiunge alla riorganizzazione dei livelli istituzionali che vedrà cambiare in modo radicale le attuali Province. Difficoltà enormi sta lamentando l’amministrazione provinciale nella copertura dei turni di reperibilità con risposte sufficienti soltanto grazie alla buona volontà di cantonieri e tecnici che mettono a repentaglio la loro sicurezza lavorativa. Rispetto a questo problema, da tempo abbiamo proposto di unire le forze tra cantonieri provinciali e forze operaie dei Comuni e dell’Unione per dare risposte efficaci in caso di emergenze. Tutto senza nessuna risposta. Ci chiediamo allora: ma l’Unione dei Comuni insiste sulla Provincia o è un figlio che nessuno vuol riconoscere?».
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