Il dolore
«Bogazzi non può prendere le aree di pregio gratis»
CARRARA. «Quella sull’area del Mediterraneo è stata una delle battaglie di Rifondazione comunista. Sono 4 anni che chiediamo al Comune di farsi dare i soldi: adesso i tecnici stanno valutando gli...
CARRARA. «Quella sull’area del Mediterraneo è stata una delle battaglie di Rifondazione comunista. Sono 4 anni che chiediamo al Comune di farsi dare i soldi: adesso i tecnici stanno valutando gli addebiti da avanzare nei confronti della Porto. Non possiamo che esserne soddisfatti: con lentezza, è vero, ma le cose adesso vanno al loro posto».
Parola di Piero Marchini di Rifondazione comunista, ex consigliere e capogruppo del partito in consiglio comunale.
«Per quell’area - ricorda Marchini, nel ruolo non solo di politico ma anche di memoria storica marinella - c’era una convenzione che risale agli anni Trenta, fra il Comune e la Compagnia dei lavoratori portuali: quest’ultima si impegnava a mettere su una struttura, nell’area diventata poi del Mediterraneo, in grado di offrire servizi e lavoro. Ed è proprio in nome di questo che il Comune aveva concesso l’area».
«La Compagnia portuale era una società di mutuo soccorso quindi, una volta sciolta, tutta l’area sarebbe dovuta tornare nelle mani dell’amministrazione, o riscattata, o meglio comperata, E invece non è successo nulla di tutto questo».
E Marchini non risparmia un attacco all’armatore Enrico Bogazzi, presidente della Porto spa.
«L’armatore non può permettersi di tenere un’area di pregio come quella del Mediterraneo gratis -tuona - Con il nuovo albergo, infatti, come aveva annunciato nei suoi progetti al società, ci sarebbero stati sicuramente nuovi posti di lavoro, e anche ricadute importanti per Marina».
«Ma, ad oggi, il cantiere abbandonato in via Genova parla da solo - Basta passarci davanti per capire che non è accaduto nulla di quello che era stato promesso. E, del resto, l’armatore non può certo permettersi di prendersi le aree gratis per fare arricchire solo la sua società attraverso le Rta».
Insomma il messaggio di Marchini, che sull’area del Mediterraneo ha sempre tenuto le antenne dritte («Alcuni esponenti del nostro partito si sono presi la briga di andare anche al catasto per rispolverare la convenzione e le metrature») è molto chiaro.
«Quello di Zubbani non può che essere visto come un segnale positivo - conclude Piero Marchini - Anche se c’è voluto tempo le cose si stanno risolvendo, soprattutto alla lcue del lavoro che i tecnici comunali starebbero già facendo per presentare il conto alla Porto. Visto che è stata una nostra battaglia non possiamo che essere soddisfatti».
(a.v.)
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