Finanza
«Tariffe e beni estimati non sono negoziabili»
CARRARA. Anche il marmo, e non poteva essere altrimenti, è stato grande protagonista dell’intervista nel corso di Visitors. Con una certezza: «Tariffe e beni estimati non sono negoziabili». Insomma,...
CARRARA. Anche il marmo, e non poteva essere altrimenti, è stato grande protagonista dell’intervista nel corso di Visitors. Con una certezza: «Tariffe e beni estimati non sono negoziabili». Insomma, il Comune vuole continuare a riappropriarsi del pallino del gioco, come ha fatto con le tarrife modulate sui valori medi nel 2011 (e avversate a colpi di ricorsi). «In quesi ultimi 5-6 anni - ha premesso il sindaco - su temi che potevano essere condivisi, i risultati con l’associazione industriali sono stati scarsi e di scarsa rilevanza. Non credo che si possano riproporre toni concertativi, evidentemente ci sono esigenze diverse. Sono davvero perplesso nel cogliere o meno certi segnali di dialogo, finora ha prevalso la loro mentalità di considerarsi a tutti gli effetti “proprietari” delle cave. Eppure le tariffe sui valori medi non erano certo vessatorie o su basi inventate. Di ravvedimenti non ne vedo, i teatrini non sono proponibili».
Il sindaco ha ribadito anche quale sarà il percorso sui beni estimati e sulle concessioni. «Qualora il percorso comune avviato per una risoluzione giuridica del problema marmo a livello regionale non porti a nulla, sono pronto a convocare tutte le forze politiche e giocarmela con provvedimenti di natura solo comunale, ma non ho ragione di pensare che possa accadere: vi è un tavolo congiunto, vi è anche una superconsulente, cioè l’avvocato Lucia Bora dell’avvocatura regionale. E nel percorso avviato, in merito alle concessioni, solo ora si parla di ipotesi di gara: negli altri regolamenti, anche quello di cui si parla tanto del 94, non ve n’era traccia».
Tornando ai beni estimati, dopo 280 anni (l’editto di Maria Teresa del 1751 metteva ordine sulle cave aperte nel 1731...), non sarà certo un mese in più o in meno a fare la differenza: «Bisogna evitare facili semplificazioni o mosse brusche, che potrebbero portare al ripetersi della condanna dell’Alta Corte Europea sulla tassa marmi ed ad esporre tutta la comunità a conseguenze negative: anche in quei casi, come oggi per i beni estimati, vi erano fior di pareri che ci blindavamo, poi abbiamo visto cos’è successo. I beni estimati sono il 35% del totale delle cave: è una questione determinante».
Sull’inchiesta in corso, il sindaco ha espresso il pieno sostegno alla magistratura e la piena collaborazione delle autorità comunali. «Noi, quello che dovevamo dire e fare, lo abbiamo già detto e fatto», con riferimento evidente a materiale e documentazione fornita di supporto alla procura.
In riferimento alla parole della sostituto procuratore, Rossella Soffio, che ha invitato a parlare chi sa del nero alle cave, Zubbani osserva: «Non credo affatto che Carrara sia una città omertosa, anzi ha sempre avuto la schiena dritta, ora come nel passato, per combattere le sue battaglie. Questa - ha aggiunto - è un’inchiesta che sta mettendo in luce un sommerso che sottrae ricchezza al paese e di riflesso a Carrara, anche se più che altro parlerei di nero dalle pese in giù. Questa inchiesta merita collaborazione da parte di tutti»
Progetto Carrara: ora amministratore unico, poi fusione. Per il 19 novembre prossimo - ha spiegato il sindaco - è prevista l’assemblea della Progetto Carrara per la modifica dello statuto; si andrà verso l’amministratore unico, di nomina immediata (un tecnico) che guiderà la società a un doppio binario: una parte di essa confluirà in Amia, un’altra sarà sciolta ovviamente con le massime tutele occupazionali.
Cultura: si punta a ridare vita alla Biennale. «Non terminerò il mio mandato senza aver ridato vita ad una nuova edizione della Biennale di Scultura, un evento, la cui portata non può essere sostituita dal pu importante Marble Weeks o dai numerosi eventi di piazza». Pur di fronte alle molte difficoltà di bilancio, il sindaco punta quindi a dare vita alla XV Biennale internazionale. E la cultura? «Ci sono 600mila euro...». 80.000 euro si stanno spendendo per il cinema Garibaldi e permettere così la stagione teatrale; per gli Animosi, si conta di riaprirlo entro dicembre 2014 ( si sta cercando di reperire 1,2 milioni dalla Regione per miglioramenti antisismici). E il Politeama? Il sindaco non fa mistero che è una grande incognita: «Fra poco si chiude la messa in sicurezza, ma è un percorso sempre faticoso».
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