Il Tirreno

Sciopero massiccio dei portuali

di Cinzia Carpita
Sciopero massiccio dei portuali

Rivendicazioni contrattuali, ai dipendenti dell’Authority calo brusco degli stipendi

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CARRARA. Porto fermo ieri per tutto il giorno, a seguito dello sciopero nazionale indetto dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil trasporti per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale scaduto da circa un anno e in una fase di stallocon la controparte.

Una protesta doppia, perché coinvolge sia i lavoratori portuali che nello scalo di Marina sono 130 diretti che con le ditte dell’indotto arrivano a 200 (lo sciopero è stato dell’80% secondo fonti Uil), sia i dipendenti della Port Authority che sono 11 (hanno scioperato tutti).

Infatti, se per i primi, più che la parte economica preoccupa quella normativa, in quando la controparte chiede una maggiore flessibilità nel lavoro, per i dipendenti dell’Autorità portuale viene toccata la busta paga per disposizioni ministeriali: quella di dicembre, conferma il presidente Messineo, sarà riportata allo stipendio del 2010. Il che significa in soldi, che nel ventaglio dei livelli di qualifica, tutti avranno un calo: ad esempio i dipendenti di livello più alto perderanno di colpo 152 euro lordi mensili, e quelli di livello più basso (terzo livello a Carrara) ne perderanno 108 lordi.

Tutto per effetto di decisioni ministeriali. La Port autuyority è ente pubblico ma agganciata al contratto di tipo privato come per i lavoratori portuali. Gli aumenti salariali finora osno stati sempre approvati dai ministeri. I quali però hanno disposto che gli aumenti salariali dal 2010 in poi per i dipendenti debbano essere recuperati in quanto prevale il concetto di ente pubblico (per cui scatta la spending review). Finora tali recuperi non erano stati applicati localmente e in tante altre Authjority. Ma una sentenza del Tar Lazio ha detto che il decreto del 2010 va applicato. IL procedimento è satoimpugnato al tribunale del lavoro, ma in attesa di verdetti, l’Autorità portuale locale deve procedere e quindi,« in accordo con le consorelle» dic eMessineo, «è stato deciso di non riprendere ai dipendenti i soldi degli aumenti 2011 e 2012i, ma di partire dal prossimo stipendio ripristinando quello del 2010. Però creeremo un fondo, in cui metteremo la differenza. Se ci sarà un verdetto favorevole ai lavoratori, restituiremo lori i soldi, altrimenti li utilizzeremo in qualche modo». Il decreto sulle riduzioni dello stipendio si applica anche ai dirigenti che però hanno un diverso contratto (dirigenti industria - Federmanager).

Sul problema la prossima settimana, dice Rolando Bellè della Uil, i sindacati avranno un incontro con i loro legali a livello locale. C’è già un’azione legale nazionale. «In quanto ai portuali, l’Assoporti vuole gestire ogni porto come più le fa comodo, creare maggiore flessibilità dell’orario di lavoro. Qui la flessibilità è già elevata». Lo conferma Luca Mannini della Cisl: «E per i portuali, inoltre, la controparte vorrebbe pagare metà ore straordinarie, mettento le altre nella banca ore. Se l’aziende ne avrà bisogno le pagherà, altrimenti le farebbe recuperare come giorni di riposo decidendo come e quando. Non siamo d’accordo».

Angelo Fruzzetti della Cgil a proposito del contratto nazionale, ribadisce che «la questione non è monetaria per i portuali, ma di regolamentazione. La controparte vuole avere maggiore mano libera nei porti. C’è un protocollo europeo, ma in Italia ognuno fa come vuole. La Regione dovrebbe riflettere un po’ sui porti toscani, e fare una governance. C’è già una flessibilità molto elevata nell’orario di lavoro dei portuali». Ieri mattina, durante lo sciopero di otto ore, si è svolto un presidio di sindacalisti e lavoratori davanti alla Port Authority.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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