Il Tirreno

«Qui c’è 50 collane...» «Facciamo sabato mattina»

«Qui c’è 50 collane...» «Facciamo sabato mattina»

Pagamenti cash da parte di indiani, la piazza privilegiata era su Milano

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CARRARA. Almeno dodici indagati (undici persone fisiche e una società, la Venezia Brokers), dodici aziende perquisite. Decine di peosne intercettate, appostamenti, pedinamenti. L’inchiesta sul nero alle cave (e al piano) sta mostrando sempre più numeri “monstre”, macome sempre, bisogna ricordare che ad oggi, gran parte delle contestazioni sul passaggio del denaro in nero potrebbero essere sanate con multe per illeciti amministrativi. Anche perché fino ad oggi, tutta l’attività di indagine emersa riguarda il 2013 che, fiscalmente, si conclude fra quasi un anno (30 settembre 2014).

Dalle carte depositate frattanto emergono altri particolari sui modi di pagamento cash - e secondo la Finanza, “in nero” - che vedono spesso come piazza d’appoggio Milano. Il 15 marzo scorso la Finanza apprende, ascoltando le telefonate fra Andrea Simonelli, Kapur Munish e Fabio Braccini (della Fibra, una delle società perquisite), che Giovanni Simonelli sarebbe stato incaricato da Kapur Munish per conto di Fabio Braccini di effettuare un viaggio a Milano per una consegna o ritiro di denaro. Si parte dal 14 marzo, Kapur Munish della Darmar chiede a tale Hari una somma di 20 o 50, ma anche 40 vanno bene. Hari in sottofondo, annota la Finanza, sta contando i soldi e arriva a 450 banconote senza specificare la cifra (la convesazione è stata tradotta dall’indiano all’italiano). Il giorno dopo, alle 9,36 del mattino, Fabio Braccini chiede a Jonny Simonelli a che ora vuole andare su, Jonny dice che nel tardo pomeriggio verso le 18 sarebbe perfetto, Fabio gli farà sapere, annota la Finanza. Alle 11,03 si risentono.

Giovanni Simonelli: Fabio...; Fabio Braccini: sì Jon; Giovanni: ma devo passare di lì o posso partire quando voglio?; Fabio: no, allora, il discorso è così... Giovanni: sì...; Fabio: perché uno prima delle sei non può; Giovanni: uh, va bene..., Fabio: e l’altro ci puoi andare quando ti pare, cioé gli ho detto alle 17,30. Uno è Suresh, lo conosci; Giovanni: è lo zio di coso, no; Fabio: sì, sì, e l’altro è Vinit (altre volte Veenet, ndr), non mi ha nemmeno detto dove andare, te lo dico più tardi.

Nel frattempo, la Finanza ascolta le telefonate fra Eugenio Venezia (ancora all’estero) e tale Govinda (un indiano residente ad Alessandria, Jhalani Govind) per una consegna-ritiro di 50mila euro in contanti, per sabato 16 marzo, al mattino, quando Venezia arriva a Malpensa da Singapore. Sono le 11,03 del 14 marzo.

Govinda: ascolta qui c’è 50 coll... 50 che.... 50...; Eugenio Venezia: ho capito; Govinda: 50 collane; Eugenio: ho cap...; Govinda... Milano; Eugenio: eh ma quando?; Govinda: anche oggi; Eugenio: no, facciamo sabato mattina.

Per il sabato, partono in missione i finanzieri di Massa diretti a Milano (gli operatori in servizio presso la sala d’ascolto continuano a intercettare in tempo reale). Vi sono degli sms fra Giovanni Simonelli e Fabio Braccini: quest’ultimo invia i numeri di Veenet e Suresh.

Veenet: pronto...; Giovanni Simonelli: sì, ciao sono l’amico di Fabio...; Veenet: sì, ehh... dimmi; Giovanni: dove ci vediamo?

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