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Pizzaiolo: esagerata la tassa sui rifiuti... E io emigro

CARRARA. Lo sfogo di Angelo Dell’Amico, titolare di una pizzeria di Marin: «Troverò i 2mila euro che devo pagare di Tares ma poi chiuderò la mia attività e mi trasferirò fuori dall’Italia, forse in...

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CARRARA. Lo sfogo di Angelo Dell’Amico, titolare di una pizzeria di Marin: «Troverò i 2mila euro che devo pagare di Tares ma poi chiuderò la mia attività e mi trasferirò fuori dall’Italia, forse in Svizzera o in Baviera». Secondo il commerciante l’unica soluzione è una rivolta dei sindaci su scala nazionale: «Si mettano tutti insieme dalla parte dei cittadini e non applichino la Tares». L’arrivo della Tares riserverà aumenti un po’ per tutti anche se, per quanto riguarda le utenze non domestiche, ci sono categorie più penalizzate di altre: tra queste la ristorazione, i generi alimentari e i fiorai, soggetti a rincari più forti secondo il principio, “più rifiuti produci, più paghi”. In una delle categorie più “stangate” rientra anche l’attività di Angelo Dell’Amico, il quale ha constatato, facendo i conti, che trasferendosi a Massa pagherebbe 1200 euro, con un risparmio di 800 euro rispetto a Carrara. Ma il problema non è solo la tassa sui rifiuti: «La città è sporca, i clienti sono sempre meno e tra poco non potrò più nemmeno permettermi i miei due dipendenti», Dell’Amico spiega che per lui la Tares è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«Ho scritto al sindaco Zubbani, gli chiedevo di non applicare la Tares e restare alla Tarsu ma – conclude amareggiato Angelo Dell’Amico – non ho ricevuto alcuna risposta».(c.ch.)

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