Il Tirreno

I balneari: «Fateci ampliare»

di Melania Carnevali
I balneari: «Fateci ampliare»

Il presidente Pardini analizza la stagione e rilancia il dibattito in vista del nuovo piano urbanistico

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MONTIGNOSO. Il litorale montignosino è stato sempre un po’ l’isola felice di tutta la costa apuana. Sarà stata la vicinanza con la ricca Forte dei Marmi che ha portato spesso un turismo “di lusso” o il fatto che l’erosione della spiaggia è sempre stato un problema lontano.

Sta di fatto che i balneari del Cinquale si sono sempre ritenuti soddisfatti delle stagioni, del flusso del turismo, della gestione del territorio. Anche se, adesso, alcuni problemi incominciano a farsi sentire - la foce del Frigido, il calo del turismo, il mare che avanza – e con loro i malumori.

Turismo. A pochi giorni dall’uscita dei dati sul turismo della Provincia, che parlano di un calo del circa l’11% - calo determinato soprattutto dalle meno presenze di turisti italiani – ,anche i balneari tirano le somme della stagione estiva 2013.

«Noi tutto sommato – commenta Carlo Pardini, presidente Associazione balneari di Cinquale –lo abbiamo sentito meno il calo, perché lavoriamo prevalentemente con i clienti stagionali del posto. Tuttavia bisogna comunque sottolineare che i turisti a Cinquale sono calati».

Le cause della flessione del turismo in zona, secondo Pardini, sono tante: la crisi e il maltempo spiegherebbero il perché quest’anno ci siano stati meno italiani nelle costa apuana. Ma un altro fattore sembrerebbe spiegare il perché siano diminuiti gli stranieri: l’apertura di locali notturni. «Questa zona fino a qualche anno fa – racconta Pardini – era frequentata l’estate da clienti fissi, sia italiani che stranieri, prevalentemente famiglie, che cercavano il relax. Adesso con l’apertura dei locali e la nascita di una vita notturna che prima non c’era, questi stessi turisti si sono allontanati. Per le vie del Cinquale, adesso, d’estate, si sentono schiamazzi la notte. Non è questo quello che cercano i nostri turisti».

Erosione. La zona, come dicevamo, è ancora “immune” dal problema erosione. Al Cinquale le spiagge sono ancora lunghe decine di metri, ma il tema ha incominciato a preoccupare i balneari con l’inizio dei lavori di inserimento delle scogliere anti-erosione nella zona di Poveromo.

«Ho l’impressione che si sia fatto molto per risolvere nulla – commenta Pardini – Penso, e parlo per quello che vedo e non perché io sia un esperto, che le scogliere non servano a nulla, se non a portare il problema erosione più a sud. Se porteranno a termine il progetto è chiaro che il problema erosione arriverà anche qui. Bisognerebbe fare uno studio migliore e più approfondito per arginare il problema».

Foce del Fescione. Il progetto che porterebbe allo sbocco del torrente a mare - per evitare le esondazioni nell’entroterra - fa storcere il naso ai balneari. Non piace per l’impatto estetico che avrebbe sul litorale ed è considerato inutile.

«Credo sia una grande perdita di denaro pubblico – commenta Pardini – perché non risolverebbe assolutamente nulla. Tra l’altro non hanno nemmeno noi che siamo i diretti interessati. Questo progetto ci vede contrari tutti».

Cosa vogliono i balneari. Proprio in vista dell’annunciato piano strutturale, i balneari avanzano le loro richieste.

«Sono richieste che abbiamo fatto più volte e le riproponiamo. Vorremo poter ampliare le nostre strutture o creare degli spazi coperti, in modo tale da lavorare meglio e anche quando il tempo non è bello. E questo rimanendo stabilimenti balneari. Non vogliamo cioè diventare ristoranti, ma vogliamo poter lavorare di più e meglio, offrendo servizi migliori. Siamo a disposizione dell’amministrazione comunale per un sereno confronto e per poter discutere del futuro del nsotro settore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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