La manifestazione
«Caduchiamo le cave a chi evade e fa il nero»
Durissima replica ad Assindustria di Anpi e Fiap in difesa dell’ex sindaca Fazzi: «Lei quasi 20 anni fa varò un regolamento che limitava privilegi e profitti»
CARRARA. «Insinuante, meschino e arrogante, da vera razza padrona, l’attacco di Assindustria nei confronti dell’ex sindaca Fazzi Contigli»: è dura nei toni la controreplica di Anpi e Fiap ad Assindustria (che nel suo intervento contro l’ex sindaca l’aveva invitata a posare la matita rosso e blù). «L’arroganza - proseguono Anpi e Fiap nel loro intervento - di chi perde il lume degli occhi quando presume che dei non addetti ai lavori siano entrati nel suo orticello chiuso e si trova nudo, di fronte a poteri più grandi come quello delle indagini della magistratura. Senza raccogliere le insinuazioni seminate nel testo, da vero metodo Boffo, già il rivolgersi alla Fazzi Contigli, sprezzantemente, solo con l’appellativo di “professoressa” (una nobile professione, per altro, i cui membri dovrebbero indignarsi e ribellarsi davanti a tanta spocchiosità dell’Assindustria) e non come ex amministratrice e sindaca, è di bassa lega e ri-vendicativo nei confronti di chi gli ha tagliato gli artigli. Nel comunicato, però, accanto alle meschinità, non compare che retorica e la volontà di non entrare nel merito dei problemi. Del marmo, non c’è bisogno che ce lo ricordi Assindustria, si parla anche troppo a Carrara, ma solo per evaderne i problemi, per menare in can per l’aia, a tutto vantaggio solo dei soci dell’Assindustria. Sono passati quasi venti anni da quando l’amministrazione della Fazzi Contigli varò il nuovo regolamento, che recuperava finalmente in modo concreto il diritto di proprietà della cave alla collettività e iniziava a limitare i privilegi e i profitti degli industriali. Poi le amministrazioni successive, grazie alle pressioni degli industriali l’hanno annacquato e non applicato. E’ tempo perciò, anche perchè la coscienza collettiva è cresciuta, di riprendere in mano e migliorare il regolamento della Fazzi Contigli. Va ridefinito al rialzo quanto deve dare alla collettività chi escava dalla proprietà collettiva, creando un degrado irreversibile; va ridotto il periodo di durata delle concessioni, in linea con quanto definito dalle direttive della Bolkestein; vanno eliminati i privilegi feudali dei beni estimati, secondo quanto ormai accertato dalla giurisprudenza; vanno eliminati i marchingegni ingannevoli come quello del socio esperto, che garantiscono, di fatto la reintroduzione delle rendite parassitarie tipo settimi. Infine deve essere introdotto un articolo specifico, su una materia non prevista dal regolamento della Fazzi Contigli: il nero. A chi evade, e ruba quindi alla collettività su una proprietà concessagli della collettività stessa, le cave devono essere tolte, caducate. Di tutto ciò, a parte le offese e il disprezzo, niente nel comunicato vergognoso di Assindustria, ma solo disprezzo e fango, contro la Fazzi Contigli alla quale perciò va la nostra piena solidarietà. Come solidarietà esprimiamo al Pm Soffio, perché vada avanti nella lotta contro il nero alle cave, senza farsi intimidire da niente e nessuno, sapendo che la collettività è dalla sua parte, anche se non sono i cittadini che devono o possono offrirgli prove e notizie in merito, anche perchè non le hanno. Come diceva Pasolini rispetto alle trame golpiste di stato “lo so, ma non ho le prove. Conosco i nomi dei responsabili, conosco come avvengono la truffe e le evasioni, ma le prove provate, quelle che hanno peso nei tribunali vanno trovate da chi ha il compito e le capacità per farlo”, in primis la Magistratura indagando su chi escava e su chi commercializza il marmo o fa da mediatore, ma anche su chi, nelle istituzioni, gli ha tenuto bordone, magari valutando il valore per tonnellata delle varie tipologie di marmo a un quarto o ancor meno del valore di mercato. Gli intrecci degli interessi avvengono anche a questo livello», concludono Anpi di Carrara e Fiap di Massa Carrara.
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