Sicurezza
Bufera politica sul caso Boggi
Prima del consiglio serale, l’attacco dei 5 Stelle e di Musoni sull’incompatibilità
CARRARA. Il caso di Lucio Boggi (Pd)è approdato ieri sera davanti al consiglio comunale.
Bonni del Movimento 5 Stelle, ha chiesto al presidente del consiglio comunale Luca Ragoni di attivare la procedura per la decadenza di Boggi da consigliere, ravvisata la sua incompatibilità la scorsa settimana dal Segretario generale dell’ente locale.
Nel frattempo, ieri mattina, sono arrivate anche le lettere di contestazione da parte di Marco Musoni (Pd). Si tratta di una polemica lunga più di sei mesi.
Federico Bonni (M5S) ha chiesto al presidente del Consiglio Luca Ragoni di attivare il percorso per la decadenza di Boggi in quanto l’esponente del Partito democratico è stato giudicato incompatibile dal Segretario Generale del Comune, Pietro Leoncini, che la scorsa settimana – rispondendo ai 5 Stelle e a Marco Musoni, che è il primo dei non eletti del Pd – aveva spiegato che Boggi non può restare tra i banchi dell’assise e al tempo stesso sedersi al tavolo del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Carrara.
L’incompatibilità nasce dal fatto che la Cassa di Risparmio di Carrara svolge funzioni di tesoreria per il municipio.
Appreso del parere di Leoncini, Lucio Boggi aveva dichiarato di volersi rimettere nelle mani dell’amministrazione comunale e del suo partito, lasciando intendere di non essere disposto a rinunciare tanto facilmente al suo posto in consiglio comunale.
L’iter per la decadenza, necessita di almeno altre due sedute del consiglio: una dedicata alla replica del diretto interessato e una per la votazione.
Ma la querelle potrebbe sviluparsi anche al di fuori delle stanze del municipio: a poche ore dall’intervento di Bonni, sono iniziate ad arrivare infatti ai consiglieri comunali le lettere raccomandate con cui il primo dei non eletti del Pd, cioè Marco Musoni, ha chiesto la messa in mora del consiglio comunale e l’avvio della procedura di decadenza nei confronti di Boggi.
«Se l’assise decidesse di non attivarsi o di votare contro la decadenza – ha detto ieri mattina Musoni – presenterò una denuncia penale per omissione di atti di ufficio».(c.ch.)
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