Il Tirreno

Blocchi e lastre, il valore sale del 95%

Blocchi e lastre, il valore sale del 95%

Dall’analisi Imm, fra il triennio 2005-2007 e il 2012 il comprensorio apuo versiliese ha cavalcato l’export del marmo

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CARRARA. La filiera del comprensorio lapideo apuo-versiliese mantiene valore e competitività anche dopo la grande crisi internazionale. Dal 2006 ad oggi sono cambiati profondamente i "pesi" delle componenti marmo-granito ma il territorio ha salvaguardato il valore delle esportazioni investendo e producendo innovazione. Lo dice uno studio elaborato dalla Internazionale Marmi Macchine. Macroscopico un dato: fra il triennio 2005-2007 e il 2012, l’export di blocchi e lastre è aumentato in quantità del 35,53%, ma il valore è balzato in avanti del 95%. I marmi lavorati sono calati in quantità all’export ma anche’essi aumentati, del 27% , in valore.

L’Ufficio studi della Imm ha infatti confrontato i dati relativi al periodo precrisi 2005-2007 con l'ultimo anno disponibile, il 2012. Obiettivo: valutare le variazioni del numero delle imprese e degli addetti, la situazione del comparto del granito, l'internazionalizzazione delle aziende, la progressiva specializzazione del comparto del marmo e la valutazione dell'export di settore riferito al periodo considerato e al distretto toscano.

Nel periodo esaminato le aziende del comprensorio apuo-versiliese (sedi legali) erano 726 nel 2006, sono diventate 639 nel 2010 con un calo del -12% (Fonte Inps) mentre il numero degli addetti, che era di 6.099 nel 2006, a fine 2010 (ultimo anno disponibile) è stato di 5.353 unità registrando un calo del -12,23%. Un ridimensionamento al monte e al piano, ma in misura più contenuta rispetto alla variazione nel settore lapideo nazionale.

Ad avere un forte incremento è stata la domanda internazionale, cioè l'export. Confrontando il 2012 con la media dei tre anni precrisi 2005-2007 si evidenzia il fenomeno avvenuto perché mentre le quantità di materiali esportate (marmo + granito) sono rimaste invariate, i valori sono aumentati di quasi l'8% grazie all'export di marmo sia grezzo che lavorato. Il granito invece è andato in crisi e il distretto toscano si è progressivamente e autonomamente specializzato nel segmento del "marmo" di cui, grazie alla presenza della materia prima e macchinari e tecniche di lavorazione sempre più innovativi è stato aumentato il valore medio unitario all'export di circa il +23%,. Le esportazioni nel 2012 sono cresciute in valore del +42% rispetto alla media del periodo pre-crisi. La voce “blocchi e lastre” include la lavorazione delle lastre e quindi un valore aggiunto. A livello nazionale, peraltro, la quota di lastrame all'interno della voce "blocchi e lastre" pesa, nei valori, circa il 50%; a livello locale al momento tale voce non è disaggregabile.

«Emerge dai dati Imm – dice il presidente Fabio Felici - che il distretto lapideo ha saputo affrontare una crisi difficile con una crescita complessiva dell'export del "marmo". L'immagine finale è dunque quella di un settore vitale e di una filiera che si è rafforzata e che ha risposto alla crisi con la valorizzazione del prodotto locale e delle capacità aziendali».

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