Sicurezza
Intanto i veleni restano lì accanto al Cermec
Completata la messa in sicurezza, mancano i soldi per trasportarli in discariche speciali
MASSA. La messa in sicurezza dei rifiuti tossici chiusi nei container nell’area ex Damas, al confine fra Aurelia e impianto Cermec è stata completata. Dopo 11 anni, vero, ma come si dice:meglio tardi che mai. Ma resta il problema di come trasferirli in un luogo più sicuro, ossia in una discarica per rifiuti speciali. Per questo secondo e cruciale passaggio, mancano ancora progetti e, soprattutto, finanziamenti.
La messa in sicurezza dei container era stata affidata dalla Provincia di Massa Carrara, settore Ambiente-Energia (con la determinazione n. 613 del 22 febbraio scorso) alla ditta Ecomar Italia Spa di Collesalvetti, per 171mila euro. La ditta livornese ha compiuto la “caratterizzazione” dei rifiuti, cioè l’analisi di quel che contengono e del livello di pericolosità, e la messa in sicurezza, cioè l’impacchettamento dei materiali in speciali contenitori (sacchi) per evitare possibili contaminazioni all’esterno. Ma l’appalto non comprende lo smaltimento dei rifiuti, ossia l’allontanamento da quella zona dove non avrebbero mai dovuto stare, e il conferimento in una speciale discarica. E neanche prevede la eventuale bonifica dei terreni della ex Damas.
«Questo sarà lo step successivo, che potrà essere avviato dopo la caratterizzazione. Per capire dove e come smaltire questi materiali è necessario avere un quadro certo delle sostanze di cui sono composti e il loro grado di pericolosità. Soltanto con questi dati i mano si potrà decidere in quale modo eliminarli e avere un’idea dei costi che questa operazione comporterà», aveva spiegato a suo tempo Livio Grillotti, assessore all’Ambiente della Provincia. Poi, poche settimane dopo, la Provincia è stata commissariata mentre le sue funzioni e le sue sorti sono ancora tutte da decidere. E il timore che i rifiuti finiscano per restare li per chissà quanto altro tempo, si fa più concreto. Il problema principale resta comunque quello del reperimento risorse. Se infatti l’appalto per la messa in sicurezza è stato possibile in tempi relativamente brevi grazie all’accesso a fondi di rotazione della Regione per la tutela ambientale, è tutto da vedere se ci saranno finanziamenti disponibili per la fase due della rimozione e dello smaltimento di materiali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
