Il Tirreno

Il procuratore capo: delle cave io non parlo

Il procuratore capo: delle cave io non parlo

Da Giubilaro un secco no comment. Intanto il tribunale del riesame non si è ancora espresso

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CARRARA. Sull’inchiesta che sta interessando il settore del marmo e delle cave ormai da mesi la Procura mantiene - ancora - la linea del riserbo.

Anche dopo le nuove udienze davanti al tribunale del riesame che hanno aperto uno scenario, e un fronte di indagine, ancora più complesso.

«No comment- dichiara il procuratore capo Aldo Giubilaro - sulle cave non si può dire nulla, ci sono esigenze di riservatezza. Non posso rilasciare dichiarazioni, neppure se mandate i servizi segreti».

Non aggiunge altro il procuratore capo. Nemmeno una parola di più.

Non si sbottona neppure la pm Rossella Soffio, che è titolare dell’indagine e che nelle settimane scorse si è lamentata sulla poca disponibilità a collaborare, e a parlare dei carraresi.

«Dell’inchiesta dovete parlare con il procuratore capo». Questa è la sua unica e laconica dichiarazione.

Il riesame. Intanto sul fronte del riesame, per le richieste di dissequestro dopo le dodici perquisizioni effettuate nella seconda tranche dell’inchiesta, il tribunale non si è ancora espresso.

Gli avvocati Giancarlo e Luca Lattanzi, per la Giorgi Marmi di Roberto Giorgi, hanno insistito su un punto davanti al giudice Giovanni Sgambati.

«Nelle oltre 100 pagine messe agli atti dal pm non viene fatto neppure una volta il nome del nostro assistito - dicono - Quello che noi vogliamo sapere è se potevano perquisire sulla base degli elementi in possesso, e soprattutto, depositati. Insomma la stessa Cassazione sancisce che non si può andare a cercare la “notizia criminis”, ma perquisire solo su fondati elementi.Quelli che nei fascicoli agli atti noi non ravvisiamo».

Una posizione, dal punto di vista legale in merito alle istanze al tribunale del riesame si è già delineata: è quella della ditta Gemeg della famiglia Soldati. L’azienda assistita dal legale Marco Valerio Corini (del foro della Spezia) ha ritirato, dopo le perquisizioni, la richiesta di riesame. Dall’esame delle carte effettuato dal legale, infatti, sarebbe emerso che la Gemeg non risulta iscritta al registro degli indagati.

Quindi si è deciso di rinunciare all’udienza davanti al tribunale del riesame di Massa per ottenere i dissequestri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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