Il dolore
Il marmo ha reagito bene alla crisi, il granito no
Ecco le statistiche della Imm sul distretto apuo-versiliese: meno aziende e meno occupazione
CARRARA. Anche se non è ancora sancita l’uscita dalla crisi che, a partire dal 2007, produce effetti pesanti sull’economia internazionale, il lapideo italiano, pur subendo significativi ridimensionamenti su alcuni mercati, è riuscito a mantenere, almeno in parte, le sue posizioni anche in presenza di nuovi “competitor” sempre più aggressivi. In questo scenario il comprensorio Apuo-Versiliese, è riuscito ad affrontare l’impatto della crisi sulle aziende mantenendo sostanzialmente inalterata la filiera produttiva e trovando nuovi equilibri fra marmo e granito.
L’Internazionale Marmi e Macchine, attraverso il suo Ufficio Studi, elaborando i dati storici acquisiti nel corso degli anni sia nelle elaborazioni statistiche dell’import export sia con le indagini nazionali e locali, ha realizzato uno studio finalizzato a valutare non solo l’impatto della crisi ma anche lo scenario attuale confrontando i dati relativi al periodo pre-crisi 2005-2007 con l’ultimo anno disponibile, il 2012. Nel periodo esaminato le aziende del comprensorio apuo-versiliese (sedi legali) erano 726 nel 2006, sono diventate 639 nel 2010 con un calo del -12% (Fonte Inps) mentre il numero degli addetti, che era di 6.099 nel 2006, a fine 2010 (ultimo anno disponibile) è stato di 5.353 unità registrando un calo del -12,23%. Si tratta di un ridimensionamento che ha colpito uniformemente sia il comparto estrattivo, sia quello della trasformazione (rispettivamente -11%, -12,6%), ma in misura più contenuta rispetto alla variazione nel settore lapideo nazionale: complessivamente pari al -14%.
La domanda interna ha subito, in questi anni, una pesante contrazione, come risulta dalle indagini congiunturali Imm, mentre la domanda internazionale ha avuto un forte incremento ed ha premiato le aziende che hanno saputo internazionalizzarsi, innovare e realizzare lavorazioni di particolare pregio. L’export complessivo di materiali di pregio del comprensorio apuo-versiliese è aumentato, rispetto al 2006, sia in quantità (+2,66%) che, soprattutto, in valore (+6,77%).
Confrontando il 2012 con la media dei tre anni pre-crisi 2005-2007 si può procedere ad una valutazione della dimensione del fenomeno avvenuto perché mentre le quantità di materiali esportate (marmo + granito) sono rimaste invariate, il valori sono aumentati di quasi l’8% grazie all’export di marmo sia grezzo (blocchi e lastre) sia lavorato. In parallelo si è avuta una vera e propria crisi nel comparto del granito iniziata nei primi anni 2000, che si è amplificata negli ultimi anni e l’export di granito lavorato, che nel periodo pre-crisi faceva mediamente registrare un valore di 161,5 milioni di euro, nel 2012 fa registrare solo 67 milioni con un calo del 58,4% nei valori e del 67% nelle quantità (vedi Tavola 2).
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