Attenzione
«Cave, regolamento da semplificare»
Idv e Movimento 5 Stelle intervengono sul caso Venedretta e attaccano il Comune
CARRARA. Quello della cava Venedretta C è un caso politico secondo Claudia Bienaime’ (Idv) e il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che intervengono sulla vicenda che vede opposte le famiglie Ricci e Muttini e sostengono che tale vicenda sarebbe una dimostrazione che il regolamento degli agri marmiferi non è applicato, che l’amministrazione usa pesi e misure diverse, e che alle cave ci sarebbero rendite parassitarie.
Le due famiglie sono al centro di un lungo contenzioso legale sui diritti di concessione della cava: a inasprire la querelle è arrivata la delibera con cui lo scorso 18 ottobre, la giunta ha autorizzato i Muttini a trasferire i propri “diritti di concessione”, alla ditta Mpa Marmi Pregiati Apuani srl di Alberto Franchi. Secondo i Ricci quei diritti avrebbero dovuto essere fatti decadere fin dal 1996, con l’entrata in vigore del Regolamento degli Agri: all’articolo 11 di quel testo si legge che i concessionari sono tenuti a lavorare e mantenere attiva la cava, cosa che – secondo i Ricci – i Muttini non fanno più dal 1964. «Questa vicenda dimostra che il regolamento non è applicato e va semplificato, eliminando le leggi aggiunte nel corso degli anni e prendendo atto che i Beni estimati non hanno più ragione di esistere» ha dichiarato Francesco De Pasquale del Movimento5Stelle. Prendendo spunto dalla vicenda della cava Venedretta C, gli esponenti dell’opposizione hanno chiesto agli uffici del settore lapideo i documenti relativi a tutti i trasferimenti di concessioni autorizzati dal 2007 a oggi. Si tratta in totale di una settantina di casi: da queste informazioni sarebbe emerso, tra le altre cose, un contenzioso analogo a quello di cava Venedretta, in cui il Comune avrebbe risolto la querelle tra due co-concessionari, revocando i diritti alla società che non coltivava la cava, nel pieno rispetto del regolamento.
E aggiunge l’opposizione: «La cava 161 è un unicum, l’amministrazione ha sempre detto di non voler smembrare le cave e allora come mai, in questo caso, autorizza il trasferimento dei diritti di 6 degli 11 mappali della Venedretta C?» si è chiesta, polemicamente, Sara Vatteroni (Idv). Altrettanto duro l’attacco di Federico Bonni che, nelle vesti di presidente della Commissione Controllo e Garanzia è stato tra i primi ad ascoltare la famiglia Ricci e la vicenda della Cava 161. Senza entrare nel merito del caso specifico (la commissione è secretata, ndc) Bonni ha spiegato di aver tentato di trasferire la questione alla Commissione Marmo, più competente in materia: «Purtroppo l’argomento è stato liquidato in pochi minuti, tra l’altro in assenza degli esponenti dell’opposizione. Fatto sta che il tema non è stato sviscerato come avrebbe dovuto».
Critiche anche da parte di Alfredo Mazzucchelli, intervenuto a nome di Anpi e Fiap.
All’iniziativa di Idv e 5 Stelle erano presenti anche diversi esponenti della famiglia Ricci, che non sono intervenuti salvo per fare alcune precisazioni sulla vicenda legale.
Cinzia Chiappini
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