Sicurezza
«Massa Servizi e Ariete hanno preso i soldi che erano del Comune»
Parla in aula il perito dell’accusa: «Tra consulenze fasulle e spese gonfiate la somma si aggira sui cinque milioni»
MASSA. Il commercialista Andrea Perini, consulente dell’accusa, ieri è stato il protagonista del processo che vede imputati Gian Mario Gastoldi, ex amministratore delegato di Massa Servizi Spa, e Romolo Angelotti, ex amministratore di Ariete Spa. Gastoldi, 58 anni, di Bergamo, è accusato dei reati di “infedeltà patrimoniale” e di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti”; Angelotti, massese, dovrà rispondere della sola accusa di fatturazioni inesistenti.
L’inchiesta ha portato anche alla scoperta di fatture emesse da Massa Servizi tra il 2006 e il 2007, per prestazioni di vari professionisti, in realtà mai avvenute. Il danno totale stimato per le casse del Comune si aggirerebbe intorno a svariati milioni di euro. E il consulente del pm Perini ieri ha illustrato al collegio, cambiato dopo la nomina a sottosegretario della giustizia di Cosimo Ferri, quali sono state le condotte fraudolente degli amministratori della società di riscossione e di Ariete. Una lunga serie di consulenze fatte o mai fatte che avevano come unico scopo quello di far uscire i soldi dalle casse pubbliche per andare nelle tasche dei soliti. Gastoldi in questo caso. «Se non ci fossero state le consulenze fantasma e le spese gonfiate - ha detto il commercialista - Massa Servizi avrebbe chiuso i bilanci abbondantemente in attivo e quindi avrebbe potuto dare al Comune svariati milioni (in una delle annate contestate addirittura avrebbe sfiorato i due milioni di utile). Per questo il palazzo municipale si è costituito parte civile. E in questo processo l’avvocato Matteo Bertucci, insieme al pm Soffio, vuole dimostrare come la cosa pubblica è stata calpestata per il vantaggio di pochi.
La costituzione di parte civile, come aveva scritto l’avvocato Bertucci, «avviene allo scopo di ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali causati al Comune di Massa dalle condotte degli imputati». E il legale nella richiesta aveva quantificato: «Chiediamo che il danno patrimoniale sia liquidato a favore del Comune di Massa in almeno euro 5.295.169,00 e il danno non patrimoniale in almeno euro 1.800.000,00, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali, o in altra maggiore o minore somma ritenuta di giustizia». Cifra che Perini ha praticamente confermato in toto.
Il commercialista ha prodotto uno studio di un centinaio di pagine con un paio di cd che contengono le slide utilizzate per spiegare al collegio come avveniva l’assegnazione delle consulenze. E chi erano i beneficiari, guarda caso società riconducibili a Gastoldi. Ma il ctu non ha finito qui il suo lavoro perché nella prossima udienza (febbraio 2014) dovrà dare ulteriori spiegazioni riguardanti spese fatte nel 2010 e quindi non rientranti nel fascicolo del pm ma comunque meritevoli di approfondimento. Eppoi il commercialista dovrà essere controesaminato dalle difese che ieri hanno scosso la testa più volte sentendo la sua ricostruzione del disastro Massa Servizi.
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