Attenzione
Film d’autore e conferenze a tema
L’imprenditore Silvano Andreini, in trattativa per rilevare il Garibaldi: «Ma anche la politica deve darsi una mossa»
CARRARA. Presenta i suoi progetti e i suoi programmi l’imprenditore ed esperto cinematografico spezzino interessato a riportare il cinema in città, assumendo la gestione della storica sala comunale Garibaldi.
Si tratta di Silvano Andreini, presidente dell’associazione Film Club “Pietro Germi”, che già da diversi anni gestisce con successo sale liguri come il Cinema Nuovo di La spezia, l’Astorina di Lerici, le arene estive di Lerici, Porto Venere e quella de La Pinetina a La Spezia.
I contatti tra Andreini e l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini sono in corso ormai da mesi e si sono già concretizzati in una serie di sopralluoghi alla sala Garibaldi, dai quali è emerso che in questa struttura si trovano ancora due proiettori, uno dei quali funzionate e che sono necessari alcuni lavori di adeguamento per quanto riguarda la sicurezza.
«Il problema maggiore - ha sottolineato Andreini - è però quello legato al passaggio alla nuova tecnologia digitale, ufficiale dal primo gennaio».
Per l’impianto digitale occorrono 70mila euro di spesa, che Andreini sarebbe disposto ad accollarsi, a patto, ovviamente, di essere poi agevolato dal Comune per quanto riguarda l’affitto della struttura.
C’è poi anche un problema legato ai tempi, in quanto riaprire un cinema ed organizzarne la programmazione è un’attività che deve essere pianificata con ragionevole preavviso. «Se le trattative in corso con l’assessorato alla cultura andassero in porto adesso -ha spiegato Andreini- occorrerebbe attendere almeno Pasqua per l’effettiva riapertura al pubblico e questo significherebbe rinunciare a tutta la programmazione natalizia».
Al riguardo il gestore spezzino ha voluto lanciare un appello molto chiaro. «Se si vuole veramente che il cinema ritorni a Carrara - ha detto - occorre che la politica si dia una mossa».
Andreini ha anche parlato del tipo di film che vorrebbe proiettare al Garibaldi nel caso in cui la sala passasse sotto la sua gestione.
Il programmatore punta soprattutto al cinema d’autore, secondo un modello già sperimentato positivamente nelle sale da lui gestite in territorio spezzino, nelle quali, oltre che proiezioni di pellicole, si tengono anche dibattiti e conferenze a tema, alle quali hanno partecipato personaggi come il regista Pupi Avati e lo sceneggiatore Franco Ferrini.
Insomma, se la trattativa tra Andreini ed il Comune dovesse andare a buon fine, la città tornerebbe a disporre non solo di un cinema, ma anche di un autentico luogo di cultura, che per Carrara risulterebbe importante e necessario.
Tra i cinefili Andreini è molto noto per la sua professionalità e competenza. Il suo nome per Carrara sarebbe quindi una garanzia di serietà ed autentica passione per il cinema.
David Chiappuella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
