Italia
Cava Venedretta C: «Le risposte le aspettiamo dal Comune»
La società Ricci torna a contestare la delibera che autorizza il trasferimento di “diritti” dai Muttini ai Franchi: «Da 18 anni si dovevano rilasciare le concessioni: perché non si è fatto?»
CARRARA. La società Ricci Ugo & Sergio, in una nota in quale sottolinea di essere «esercente esclusiva della cava Venedretta C da oltre 50 anni, come il Comune di Carrara ha sempre riconoscituto», sostiene di essere costretta «a chiedere ancora una volta la parola rispetto alla delibera 487/2013 che autorizza gli eredi Muttini a trasferire i diritti di competenza», sulla stessa cava Venedretta C del bacino di Gioia alla società Mpa di Alberto Franchi. I Muttini, nei giorni scorsi avevano affemato che i cinque pronunciamenti giudiziali che finora ci sono stati sulla vicenda (fra Tar, consiglio di Stato e tribunale), sono stati a loro tutti favorevoli. «Non è questa la sede - scrive la società Ricci - per entrare nel merito delle pronunce giudiziali citate dai Muttini nella loro replica, le quali peraltro hanno avuto ad oggetto atti amministrativi che nulla hanno a che vedere con la autorizzazione a vendere oggetto della Delibera comunale e che comunque hanno visto soccombenti anche il signori Muttini. E', anzi, proprio la Sentenza del Tribunale di Massa citata nella Delibera comunale, peraltro tuttora pendente davanti alla Corte di Appello di Genova, che affrontando il problema esclusivamente sotto l'aspetto civilistico dei rapporti fra privati, si è limitata a dare atto che i signori Muttini risultano cointestatari di diritti con i Ricci, mettendo però in evidenza che a pronunciarsi sulla eventuale perdita di tali diritti e quindi sulle concessioni degli agri marmiferi ed eventuali caducazioni, l'unico competente é il Comune. Ed infatti il nostro interlocutore è esclusivamente il Comune di Carrara in qualità di unico proprietario degli Agri Marmiferi ed unico titolare della potestà istituzionale di regolamentare la materia, come asserito dal sindaco Angelo Zubbani nella sua nota per la stampa del 30 Luglio 2013».
Ricorda la società Ricci: «Dall'entrata in vigore del Regolamento nel 1994, il Comune non ha mai regolarizzato la situazione delle cave e non ha mai portato a termine i procedimenti per il rilascio delle Concessioni a chi “deteneva e possedeva a qualsiasi titolo Agri Marmiferi”, come previsto dall'art. 14. Eppure nel nostro caso, pur avendo di fatto accertato che gli eredi Muttini erano estranei alla cava Venedretta e diversamente non lo avrebbe dichiarato nelle sue memorie difensive, non ha mai portato a termine il procedimento. E continua pervicacemente a non farlo nonostante le nostre numerose richieste, non da ultima la diffida del 12 maggio 2012. Non possiamo non chiedere al Comune di Carrara che interesse abbia ad emettere una delibera di autorizzazione al trasferimento di “ Diritti di competenza” entro tre mesi dalla relativa domanda e a non portare a termine il procedimento ex art. 14 per venti anni. Non possiamo di conseguenza non chiedere al Comune perché se è tutto regolare la vendita non è stata perfezionata? Cosa la impedisce? La risposta è quasi banale: la mancanza dell'oggetto della vendita, ovvero la mancanza della “concessione” per le aree marmifere oggetto della Delibera: situazioni per sanare le quali l'art. 14 del Regolamento Agri Marmiferi prescrive un apposito procedimento da espletarsi entro un anno (dal 1995) ed alla cui attivazione questa società ha infinite volte sollecitato e diffidato il Comune, ma sempre inutilmente. La Concessione non esiste su questi mappali. Infatti la delibera non autorizza il trasferimento di Concessioni, come richiesto dall'art. 6 lettera E del Regolamento, ma “diritti di competenza”. Diritti della cui natura e disciplina chiediamo spiegazioni al Responsabile Tecnico del Settore Marmo del Comune di Carrara dottor Marco Tonelli, dal momento che nonostante i nostri ripetuti tentativi, non ne abbiamo trovato traccia nel Regolamento. Concludiamo riproponendo al Comune di Carrara, dei quesiti seri e fondanti che ci piacerebbe non rimanessero senza risposta per l'ennesima volta: Che interesse ha il Comune di Carrara a non rispettare il Regolamento che si è dato da solo? Che interesse ha il Comune a non incassare le tasse dovute da coloro che reclamano diritti su di esse? Che interesse ha il Comune a garantire una rendita parassitaria su un bene indisponibile? Su un Agro Marmifero? Su un bene della collettività?».
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