Sicurezza
«Accorpamenti scolastici solo per i meno simpatici»
La giunta Baracchini punta il dito sulla Conferenza dei sindaci: con questa politica si perderanno posti di lavoro a scapito di Aulla, Pontremoli, Zeri e Tresana
PONTREMOLI. L’amministrazione comunale diretta dal sindaco Lucia Baracchini commenta in maniera negativa quanto sancito dall’Unione dei Comuni in merito agli accorpamenti scolastici, definendo un «blitz politico da brividi».
«Quanto accaduto nel corso della recente seduta della Conferenza dei sindaci che ha trattato il tema degli accorpamenti di alcuni istituti scolastici comprensivi - cita una nota in merito - come il Giulio Tifoni e il Pietro Ferrari a Pontremoli, la direzione didattica Micheloni e il Dante Alighieri ad Aulla, è grave nel metodo e nel merito e ha tanto il sapore di un blitz politico portato a compimento in danno ad alcuni Comuni considerati poco simpatici o indeboliti dagli eventi amministrativi del momento. Per quanto concerne il metodo: non si è mai discusso in riunioni della Conferenza dei sindaci, almeno fino al 30 ottobre scorso (la data ultima possibile per l’assunzione della delibera era il 31), di votare eventuali accorpamenti di istituti comprensivi avendo fino ad allora maturato la linea del mantenimento dello status quo. Del resto, né il Ministero, tramite le articolazioni territoriali della direzione scolastica provinciale e della direzione scolastica regionale, avevano manifestato tale necessità, né lo aveva fatto la Regione che, anzi, tramite il vice presidente, Stella Targetti, ha recentemente ribadito l’importanza del mantenimento di istituti, anche di piccole dimensioni, sopratutto nelle aree montane, in ragione degli sforzi di accorpamento già fatti in ambito regionale negli anni passati: i cosiddetti ‘numeri’ erano comunque in linea con le previsioni di legge. Infine, le decisioni sugli accorpamenti sono state assunte dalla Conferenza dei sindaci a maggioranza, non ponderata, e in assenza o con il voto contrario dei sindaci più coinvolti a livello territoriale dalle scelte fatte».
Viene poi considerato «il merito della questione che, in termini di posti di lavoro, significa dire ad alcune persone, forse 10 che, a oggi hanno avuto una sede, dal prossimo primo settembre tale sede in Lunigiana non sarà più disponibile e che, forse, neppure nelle zone di costa ci sarà l’opportunità di avere un incarico annuale. In termini di carichi di lavoro, invece, si tratta di modificare assetti gestionali e organizzativi di strutture aventi per obiettivo la facilitazione della relazione educativa e la conseguente formazione, istruzione ed educazione del cittadino del domani, andando a costituire due anziché quattro istituti, con un aumento di carico di lavoro e di complessità gestionale facilmente immaginabile a chiunque, avente, unico dato certo, una ricaduta negativa sugli effetti formativi e sull’attuazione dei diversi processi di apprendimento. Che poi, come accennato, i quattro istituti “toccati” non presentassero alcuna criticità numerica anzi, avessero tutte le caratteristiche per poter continuare a vivere in autonomia, rappresenta solo uno dei tanti argomenti che si possono andare ad analizzare per cercare di dare un senso a una operazione che ha come unico dato di fatto il rafforzamento dell’Ic Cocchi di Licciana che, in caso di mantenimento dello status quo, avrebbe rischiato di perdere temporaneamente l’autonomia».
E la conclusione: «Insomma, le scuole del primo ciclo della Lunigiana ‘grazie’ a questo drastico taglio, che viene ridefinito piano di razionalizzazione (non richiesto), diventeranno “mega istituti” con alti indici di complessità e criticità negative in un territorio già fragile e con tante difficoltà di collegamento. Una scelta affrettata e sbagliata, assunta senza che il Comune di Aulla, da pochi giorni commissariato, e il Comune di Zeri abbiano potuto esprimere le loro valutazioni in merito e con il voto contrario dei Comuni di Pontremoli e Tresana che ne subiscono le conseguenze più negative. Crediamo che questa decisione debba essere vagliata puntualmente nella sua correttezza formale e meriti, in ogni caso, la più severa critica politico-amministrativa».
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