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Sì alla Ztl, ma con gradualità

Sì alla Ztl, ma con gradualità

E sul mercato: bene che ritorni in città purché sia ben gestito

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MASSA. Il commercio - purtroppo non è una novità- è al collasso. Servono investimenti e progetti condivisi. Lo ribadisce con forza Norberto Ricci, presidente di Confcommercio: «Ci pare di vedere troppa rassegnazione, serve un progetto alto in cui credere e su cui lavorare. Non basta una rotonda». Una rotonda no, ma una zona a traffico limitato?

Beh, il presidente la considera una risposta, aggiunge però qualche “ma”: «Ad attirare il consumatore non può essere soltanto il commerciante». Vale a dire: il centro chiuso senza eventi che attraggano è inutile. Confcommercio guarda avanti e deve una ztl ampliata «negli orari e nelle aree interessate». Ad una condizione: la gradualità. Un passaggio step by step, quindi, che l’associazione ha già proposto in passato, una soluzione che permetta a tutti i soggetti coinvolti di adattarsi al cambiamento. Non solo, la categoria guarda ad altri due indispensabili requisiti: parcheggi e mezzi di collegamento tra le aree di sosta e il centro storico chiuso al traffico.

Norberto Ricci non ci sta a fare “il bastian contrario” e si affida a qualche proposta concreta per ridare fiato alla città: «C’era una fornace in piazza Mercurio e l’ abbiamo ricoperta, poteva richiamare turisti e appassionati. C’è Palazzo Ducale che, in un’area pedonale, merita di essere valorizzato, per non parlare - e chiude il cerchio - di villa Massoni che disegnerebbe una linea di continuità con la zona della Rocca e il castello».

Ztl, dunque, ma passo dopo passo, con zone in cui parcheggiare e da cui sia possibile raggiungere il centro agevolmente. E se in quelle strade senza auto arrivasse anche Zara? Beh, Ricci all’idea non fa salti di gioia, ma l’apertura di un punto vendita - sottolinea - «è comunque un segnale positivo e un arricchimento dell’offerta commerciale».

In una visione di centro città recuperato e vivacizzato, c’è un elemento che non merita di essere trascurato, tassello fondamentale di quella stessa rivalutazione. E quel tassello è il mercato settimanale. Dal luglio 2011, all’avvio dei cantieri in piazza Aranci, è ospitato lungo viale Roma e adesso aspetta di “tornare a casa”.

«Le cose non vanno alla grande - spiega Ricci - gli ambulanti, ma anche i commercianti in sede fissa vedono di buon occhio il ritorno in centro (che è nelle intenzioni della giunta ndr)».

Il problema, però, è la collocazione: «Si tratta di capire come e dove. Il mercato funziona se i banchi sono disposti in maniera circolare o lungo una croce, altrimenti il rischio è la dispersione». E la disomogeneità. Del resto 206 bancarelle non sono poche e disporle non è un gioco da ragazzi, considerato anche - come l’amministrazione ha spiegato più volte - che, per ragioni di sicurezza, alcune strade sono off limits. Tanto che l’idea è occupare Largo Matteotti, parte di viale Chiesa, piazza Aranci e il parcheggio di via Turati (separato da via Europa, però).

Insomma, Confcommercio si avanti e dice la sua, adesso la palla è nelle mani dell’amministrazione. A Palazzo civico il diritto di rilanciare.

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