Il Tirreno

Movida in centro, arrivano i vigilantes

di Chiara Sillicani
Movida in centro, arrivano i vigilantes

Operatori e amministrazione pronti a stipulare un accordo. Addio anche all’abitudine di bere in piedi in strada o in piazza

2 MINUTI DI LETTURA





Si aggirano tra i tavoli: una pacca sulle spalle, un sorriso, una stretta di mano, ma - se non stai alle regole - ci pensano loro a metterti sull’attenti. Li riconosci facilmente: pettorina con tanto di logo del locale - o dei locali - per cui lavorano e radio alla mano.

Gli esercenti e l’amministrazione li chiamano “addetti alla clientela”, figure previste nella bozza del patto per la notte, un documento, ancora da approvare, per mettere ordine nelle concitate notti massesi.
I vigilantes saranno in azione dalle 21,30, verranno identificati dalla pettorina con il logo, stringeranno tra le mani una radio: si terranno in contatto per garantire una migliore “copertura”. Si occuperanno di controllare il rispetto delle norme e in particolare la vendita degli alcolici. Terranno d’occhio i gruppetti più numerosi e chiassosi, invitando i clienti ad allontanarsi, nel caso superino la soglia del consentito. Toccherà alle pettorine avvisare le forze dell’ordine nel caso la situazione degeneri. A pagare i vigilantes saranno gli stessi esercenti: i locali potranno unire le forze dividendosi le spese per assunzioni e fornitura di pettorina, appunto, e radio.
Un altro punto saliente del patto è la vendita di alcolici.Vietato proporre bevande alcoliche scontate o pubblicizzarle per attrarre i clienti. Si beve all’interno del locale, nelle aree esterne attrezzate, ma addio all’abitudine di consumare in piedi, in strada o in piazza. E soprattutto, dopo le 21,30, fino alle 2, vietato comprare bevande alcoliche per poi “gustarsele” altrove. Tradotto: niente vendita da asporto e niente contenitori in vetro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze