Il Tirreno

«Mense, 60 dipendenti a rischio»

I sindacati: «Adesso chi vince l’appalto può non assorbire più il personale»

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MASSA. Ad Aprile scadrà l’appalto per la gestione delle mense scolastiche (ora della Cir) e si porrà il problema di un nuovo bando. Bando che fa paura alle attuali dipendenti (circa 60) perchè le nuove norme in materia sulle cooperative non tutelano i vecchi dipendenti. Chi vincerà la gara non avrà alcun obbligo (adesso invece c’era quello di riassorbire il personale).

Anche per questo nei giorni scorsi c’è stato uno sciopero nazionale delle mense scolastiche per portare all’attenzione genrale le novità del contratto del turismo e del commercio.. «In particolare — spiegano Annamaria Battistini e Gabriella Zanni di Cgil e Federica Bertelloni di Cisl — hanno disdetto il contratto nazionale di lavoro, con questo si vuole togliere ai lavoratori diritti acquisiti negli anni». Quattro in particolare i punti dolenti. «L’abolizione della quattordicesima mensilità, il blocco degli scatti di anzianità e dell’aumento salariale fino al 2015. A questo si aggiunge un altro aspetto non da poco, l’intenzione è indebolire la malattia del dipendente che così, ad ogni certificato, non si vedrebbero più pagati i primi cinque giorni come invece avviene ora».

A queste preoccupazioni va aggiunta, quella davvero più eclatante della norma del mancato obbligo, per la coop che vince una gara, ad assorbire il personale esistente.

L’appalto Cir scadrà appunto ad aprile - «Certo, la prassi vuole il bando prorogato fino a giugno per garantire il servizio fino al termine delle lezioni - spiegano le sindacaliste - Poi verrà fatto un nuovo bando e, con le nuove regole».

Lo sciopero dell’altro giorno ha avuto un’adesione del 70%, «con una nota dolente — dicono — le lavoratrici delle scuole Candia e Forno non hanno ritenuto importante aderire allo sciopero». Analoghe defezioni si sono riscontrate nelle scuole dell’infanzia, motivate più dalla necessità di garantire il previsto «servizio essenziale» (così come avviene in ospedale), piuttosto che da un volontario disinteresse per l’azione sindacale. Nuovo appalto ad aprile o l’occasione per rimettere in discussione l’organizzazione del servizio?

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