Trasporti
L’Asl ammette: qualche problema c’è
Verifiche già avviate in corsia e nelle camere. «La ditta appaltatrice non ci ha comunicato nulla»
CARRARA. A ormai 48 ore dall’inizio della protesta delle lavoratrice Dussmann contro il turno ridotto l’azienda Asl ammette: «Qualche problema lo abbiamo avuto, soprattutto il primo giorno».
La dichiarazione arriva dall’ufficio stampa dell’azienda sanitaria, dopo un giro di verifica in tutti i reparti che è stato svolto a metà mattina, ieri, per verificare come stessero realmente le cose dopo che, alle 9 e 30 precise, mezz’ora prima rispetto al solito orario, le addette alle pulizie del primo turno hanno lasciato l’ospedale.
I dirigenti dell’Asl si sono recati nei vari reparti e hanno parlato con le infermiere e le caposala per raccogliere le eventuali segnalazioni di disservizi causate dall’orario di lavoro ridotto. «Qualche problema è stato evidenziato - dicono dall’ufficio stampa Asl - soprattutto nella giornata di lunedì. Oggi (ieri per chi legge ndc) le cose sono andate meglio».
Ufficialmente dagli uffici di via Don Minzoni non si sbottonano di più ma le criticità sarebbero state rinvenute ad esempio in alcune terrazze dei reparti e nelle scale di emergenza del monoblocco. Insomma nulla che, al momento, pregiudica la degenza dei pazienti. Ma, e questo è un po’ l’aspetto nuovo che è emerso nella giornata di ieri, l’Asl non sarebbe stata informata dalla Dussmann del taglio sull’orario di lavoro.
«Nessuna comunicazione ci è arrivata dall’azienda - affermano, questa volta con tutti i crismi dell’ufficialità dall’ufficio stampa Asl - Ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto».
Insomma non è escluso che, alla luce di come stanno andando le cose, con le lavoratrici addette alle pulizie che, alla scadere del nuovo orario ridotto abbandonano i reparti (in corrispondenza della fine del turno) possa esserci quanto prima un confronto fra l’azienda sanitaria e la Dussmann.
Su questo dall’Asl non si sbottonano ma sembra che la volontà sia proprio questa. È pur vero, infatti, che sul piatto della bilancia l’azienda sanitaria ha messo una prestazione, e non un monte ore. Ma, con una riduzione non annunciata, potrebbe - almeno a quanot starebbe emergendo - finire per essere compromessa la prestazione stessa.
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